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Domenica, 08 Mar 2026

Quest’oggi terrò una relazione al Consiglio Comunale di Pescara, aperto a interventi esterni, sul tema dell'ACQUA IN CITTA'.

E' un argomento di cui mi sono occupato da una vita, per lavoro, per passione, come ricercatore e come docente all'Università della Tuscia-VIterbo. Ho timore che mi diano solo una manciata di minuti e così ho scritto un documento di una quindicina di pagine con analisi e proposte, a cui hanno aderito Italia Nostra, Archeoclub, Radici in Comune, CONALPA, Colori del Territorio, mentre altre adesioni di Associazioni stanno arrivando.

Pescara è ricchissima di acque che però sono male amministrate dal mondo della politica. Tutto è delegato all'ente gestore ACA che fa quello che può. La criticità politica più grande è la frammentazione delle competenze fra Enti che non comunicano fra di loro, non si coordinano e non partecipano alle programmazioni regionali, perdendo anche il "treno" del PNRR.

Pensate che oltre all'acqua che scorre nei rubinetti, oligominerale naturale e di straordinaria qualità, per usi diversi esistono ben quattro acquedotti abbandonati, inutilizzati. Dimenticati. Cosa sconosciuta a chi amministra.

Due sono del Consorzio di Bonifica, uno del Consorzio Industriale e un altro collegato a un potabilizzatore delle acque del fiume, realizzato nel 2000, costato ad oggi 30 milioni di euro, e inutilizzato!

Una politica integrata può far rinascere la città: riservare solo l'acqua pregiata agli usi umani e con acquedotti "duali" servire tutto il resto. E' possibile così avere acqua in abbondanza per il lavaggio delle strade, per irrigare i parchi e le aiuole, rendere più verde la città, contrastando le ondate di calore, l'inquinamento dell'aria, l'inquinamento acustico con verde pubblico e barriere verdi anti-rumore.

C'è poi il tema epocale della separazione delle acque nere da quelle meteoriche e di falda che pervengono al depuratore, conseguendo risparmi e depurazione costante e ottimizzata.

Temo, però, che verrò "udito" ma non ascoltato: i piani rivoluzionari che la crisi climatica ci impone richiedono molti anni di realizzazione e la politica guarda, purtroppo, al breve periodo: quello di un mandato elettorale.

Proviamo, comunque!

Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
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Aggiornamenti

Comunicato del 9 ottobre 2024 della Sezione di Pescara "Lucia Gorgoni" di Italia Nostra

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