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Giovedì, 13 Ago 2026

Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale Sindaco?”. E’ quanto si sono sentiti chiedere 600 cittadini di ogni Comune capoluogo, disaggregati per genere, età e area di residenza, nell’ambito della Governance Poll 2026, realizzato da Noto sondaggi per conto del Sole 24 Ore.

Ne deriva una graduatoria di gradimento che vede al primo posto, con il 66%, Sara Funaro, sindaca di Firenze dal 2024 (5,4 punti in più di quando fu eletta) e, all’ultimo posto, Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, con il 38% (aveva preso il 42,5 alle elezioni del 2023).

I due terzi dei Sindaci hanno perso consenso rispetto a quando sono stati scelti e il sondaggista Noto spiega così il risultato: “…Se in passato il giudizio sull’amministrazione comunale era costruito prevalentemente sulla qualità dei servizi locali, oggi entrano sempre di più nella valutazione temi come sicurezza, disagio sociale, costo della vita, crisi economica e marginalità urbana. Questioni sulle quali il sindaco dispone di margini d’intervento limitati… Il cittadino giudica sempre meno ciò che vede realizzato e sempre di più ciò che percepisce. La percezione del degrado, dell’incertezza economica o della perdita di qualità della vita pesa ormai quanto, se non più, delle opere pubbliche inaugurate, dei bilanci in ordine o degli investimenti realizzati”.

Per provare a misurare quanto la percezione nelle diverse realtà cittadine possa essere distorta, sono stati posti a confronto i risultati del sondaggio sulla popolarità dei sindaci con l’indicatore sintetico di capacità amministrativa, ricavato dal "Piano degli indicatori e dei risultati di rendiconto degli enti locali".

Il Piano si compone di 55 indicatori raggruppati in 15 categorie che analizzano i diversi aspetti del bilancio comunale e di tre tabelle che contengono rispettivamente la percentuale di riscossione delle entrate; l’incidenza di ciascuna missione e programma sull’ammontare delle spese; la capacità di pagamento. Si tratta di rapporti statistici normalizzati, che consentono cioè di confrontare tra loro realtà diverse per ampiezza e collocazione geografica. Per i 32 principali Comuni gli indicatori del Piano – uno o più per categoria – sono stati standardizzati (sottraendo il valore medio e dividendo per la deviazione standard), in modo da ottenere punteggi (positivi o negativi). La somma di essi rappresenta la capacità di amministrazione di un Comune, espressa in termini relativi rispetto agli altri.

Nel 2025, la classifica provvisoria (in attesa di conoscere il bilancio consuntivo di Reggio Calabria, Palermo, Catania e Messina) vede al primo posto Bologna (terza nel 2024), che eccelle per il livello di investimenti, la capacità di riscossione delle entrate e di pagamento delle spese, l’incidenza delle spese a maggior impatto sociale e l’avanzo di amministrazione, oltre a una solida posizione patrimoniale. Poco dietro, Brescia (sempre ben piazzata negli ultimi quattro anni), Rimini e Verona. All’ultimo posto, come quasi sempre avvenuto dal 2016, si trova Napoli, gravata da un pesante disavanzo di amministrazione, debito finanziario e conseguenti interessi passivi, difficoltà di smaltimento dei debiti commerciali e rigidità strutturale di bilancio. Poco dietro, Reggio Calabria, Messina e Catania (indicatori del rendiconto 2024), Salerno e Roma.

La graduatoria di merito tra le città, non rappresenta un giudizio tout court sull’operato delle attuali amministrazioni, che possono essere in carica da poco e hanno ereditato – nel bene o nel male – situazioni stratificate nel tempo. Nel breve periodo, i margini di manovra sui bilanci sono spesso limitati, ma mantenere i conti in ordine e riequilibrare le finanze comunali dovrebbero essere tra gli obiettivi su cui si misura l’operato del Sindaco, anche se i cittadini spesso non sono sufficientemente informati.

Le città rappresentate nel quadrante in basso a sinistra, hanno migliore capacità amministrativa e minore popolarità del sindaco. Il caso più emblematico è quello di Bologna, dove Matteo Lepore (centro-sinistra), eletto nel 2021 con il 61,9% dei consensi, secondo il sondaggio è sceso al 51% di gradimento, pur avendo portato la città dal dodicesimo posto del 2022 al primo per capacità amministrativa.

Viceversa, nel quadrante in alto a destra si trovano i comuni il cui sindaco ha una popolarità superiore alla media, a fronte di una pessima condizione dei bilanci. Il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi (centro-sinistra) vinse al primo turno nel 2021 con il 62,9% dei voti e ora la sua popolarità è aumentata al 64% (è terzo in Italia, dopo Firenze ed Ascoli Piceno), pur non avendo prodotto miglioramenti sostanziali nella gestione finanziaria e patrimoniale del capoluogo partenopeo.

Più in generale, il confronto tra l’apprezzamento per il primo cittadino e l’indicatore della capacità amministrativa evidenzia una relazione inversa tra le due variabili (inclinazione negativa della retta di interpolazione), confermando la sensazione che il gradimento è frutto di numerosi fattori, anche reputazionali, ma non è sempre sinonimo di bilanci in ordine, che possono richiedere anche scelte impopolari.

Gradimento dei Sindaci (asse verticale) e Indicatore della capacità di amministrazione (asse orizzontale)

Governance Poll 2026 integrato con i risultati elettorali di Venezia, Prato, Salerno e Reggio Calabria (non coperti dal sondaggio) per il gradimento del Sindaco e Piano degli indicatori di rendiconto 2025 (2024 per Reggio Calabria, Palermo, Messina e Catania) per l’indicatore della capacità amministrativa


Franco Mostacci
ricercatore statistico, analista economico, giornalista pubblicista
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