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Lunedì, 25 Mag 2026

di Adriana Spera

Usi/RdB-Ricerca aderisce ed invita a partecipare allo sciopero generale del 6 settembre indetto dal sindacalismo di base.

Mai come domani è importante scioperare ed essere in piazza perché siamo ormai di fronte ad una situazione economica gravissima dovuta ad anni e anni di cattiva gestione della cosa pubblica, di un governo dell’economia che ha sempre più tolto ai ceti più deboli per dare a quelli forti che rappresentano la base elettorale di questo governo, quegli stessi ceti nei confronti dei quali è avvenuto un progressivo alleggerimento della pressione fiscale, sia permettendo evasione ed elusione fiscale, sia con ripetuti condoni.

Per tutti gli altri vi sono stati progressivi tagli allo stato sociale, ai diritti sul lavoro. Come se tutto questo non bastasse negli ultimi sei mesi con tre manovre per complessivi 120 miliardi. Non era mai accaduto dal dopoguerra ad oggi che si facesse ricadere un tale costo sui lavoratori dipendenti, in particolare sui dipendenti pubblici.

Per i lavoratori del settore privato, sulla scia dell’accordo sottoscritto tra confederali e Confindustria, l’obiettivo è la cancellazione del contratto nazionale di lavoro, come dimostra quanto avvenuto in commissione Bilancio al Senato nella giornata di ieri. Sacrifici enormi che possono esser vanificati in un battibaleno dalla speculazione finanziaria come dimostrano gli ultimi 20 anni. Con la manovra finanziaria in discussione al Parlamento vogliono:

. ridurre del 10% le spese per il personale pubblico o attraverso la riduzione ulteriore della retribuzione accessoria o attraverso la riduzione del personale in servizio;

. trasferire i lavoratori con la mobilità coatta anche fuori regione;

. cancellare il contratto nazionale, come di fatto è già avvenuto nel pubblico impiego con il blocco dei rinnovi fino al 2017;

. ritardare di due anni il pagamento della liquidazione per i pensionati di anzianità;

. cancellare il diritto alla pensione dopo 40 anni di anzianità di servizio;

. privatizzare tutti i servizi: dagli asili nido al trasporto pubblico, in barba alla volontà espressa dai cittadini nei mesi scorsi con i  referendum;

. svendere il patrimonio e le aziende pubbliche;

Nella stessa giornata di domani si tiene anche lo sciopero indetto solo da una delle tre sigle confederali, la Cgil. L’iniziativa, a nostro avviso, non ha una precisa piattaforma, se non  una generica contrarietà alla manovra, senza un deciso e forte contrasto all’attacco in atto contro lo stato sociale.

D’altronde, la Cgil il 28 giugno scorso, insieme agli altri sindacati confederali, ha sottoscritto un accordo con Confindustria, con il quale si rivedono, peggiorandole, le regole della rappresentanza sindacale, si cancellano le consultazioni sugli accordi sindacali e sull’altare della “produttività” si sacrificano, violando l’art. 41 della Costituzione, i contratti nazionali.

La Cgil ha indetto questo sciopero sotto la spinta, ancora una volta, della Fiom, ma non è apparsa particolarmente indignata più di tanto per l’attacco in atto contro i dipendenti pubblici, né contro le privatizzazioni richieste dalla Bce, né contro l’introduzione dell’obbligo della parità di bilancio, che rappresenta un’arma letale per lo stato sociale.

Dalla piattaforma della Cgil mancano pure le consuete parole d’ordine contro guerre e spese militari.

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Gli appuntamenti di domani 6 settembre, iniziative già confermate:

Lazio > Roma. Largo Corrado Ricci (Fori Imperiali, ang.via Cavour), ore 9,30

Lombardia > Milano. Largo Cairoli, ore 9,30

Toscana > Firenze. Piazza SS.Annunziata, ore 9,00

Emilia R. > Bologna. Piazza XX Settembre (vicino Stazione FS), ore 9,00

Campania > Napoli. Piazza Cavour, ore 10,00

Veneto > Mestre. Piazzale Stazione FS, ore 9,00

Piemonte > Torino. Piazza XVIII Dicembre (Stazione Porta Susa), ore 9,30

Puglia > Lecce. Piazza Sant'Oronzo, ore 10,00

Sicilia > Palermo. Piazza Giulio Cesare, ore 9,00

Sardegna > Cagliari. Piazza S. Cosimo, ore 9,00

Sardegna > Nuoro. Piazza Vittorio Emanuele (Giardinetti), ore 9,00

Liguria > Genova. Largo Lanfranco (davanti Prefettura), ore 9,00

Marche > Ancona. Piazza del Plebiscito, ore 10,30

Abruzzo > Pescara. Corso Vittorio Emanuele II (davanti Banca d'Italia), ore 9,30

Calabria > Lamezia Terme. Piazza Italia, ore 09,30

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