Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

di Rocco Tritto

Il conto alla rovescia è già cominciato. Tra poche ore, il disegno di Enrico Bondi, commissario straordinario del governo Monti per la spending review, verrà svelato.

A pagare il conto saranno, ancora una volta, i dipendenti pubblici, da anni facile bersaglio dei governi di turno. Come se non fossero bastati il blocco dei contratti, in vigore da quattro anni; la devastante riforma delle pensioni; la cancellazione sine die delle progressioni economiche e di livello nonché lo stop alla valutazione per l’attribuzione delle fasce stipendiali superiori per ricercatori e tecnologi, nuove drastiche limitazioni stanno per abbattersi sul pubblico impiego.

Chi si era illuso che il “tagliatore” Bondi andasse dritto dritto a stanare e svuotare nella pubblica amministrazione le tante sacche zeppe di sprechi e di mala gestio, molto probabilmente resterà deluso.

Il grosso del bottino che il rinomato “risanatore” aretino riuscirà a portare ad horas sul tavolo di Monti & co. avrà una provenienza scontata: il bistrattato pubblico impiego.

Blocco delle assunzioni; taglio delle dotazioni organiche; “rottamazione” immediata di oltre 30 mila dipendenti sessantenni, che verranno messi in esubero con una retribuzione mensile pari all’80% della sola voce stipendiale; drastica riduzione del valore nominale dei buoni pasto; chiusura degli uffici ad agosto e a dicembre, col conseguente collocamento obbligatorio in ferie di tutti i dipendenti. Queste sono soltanto alcune delle misure che il governo si appresta ad adottare con  lo sbrigativo e abusato strumento del decreto legge, in nome di una emergenza diventata ormai da anni il lasciapassare per ogni sorta di scorribanda nei confronti dei lavoratori.

Ma la furia sempre più scarsamente risanatrice del governo in carica non si bloccherà con le misure su elencate se è vero, come sembra, che a seguire ci sarà l’operazione di soppressione/accorpamento di molti enti pubblici. Una operazione che non si fermerà certamente alle Province, ma che investirà anche gli enti di ricerca, alcuni dei quali appaiono sempre più a rischio fusione.

Nulla trapela, invece, su  possibili quanto auspicabili tagli ai ricchi emolumenti che vengono erogati agli amministratori e ai dirigenti dei medesimi enti. Nessuna speranza che scatti un tetto per gli assegni pensionistici. La proposta di fissare la soglia massima a 6 mila euro, infatti, è subito rientrata.

Lo smantellamento della pubblica amministrazione, avviato dal governo Berlusconi per mano di Renato Brunetta, si appresta, dunque, a fare un altro deciso passo in avanti.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
empty alt

“La pubblica (d)istruzione”, come e chi ha sabotato la scuola in Italia

La pubblica (d)istruzione - Come la destra ha sabotato la scuola con la complicità della sinistra...
Back To Top