Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 27 Mag 2026

Nei miei ricordi, non mi pare di aver mai vissuto un periodo in cui le risorse, in generale, e quelle da destinare a scopi pubblici, in particolare, non fossero scarse e, come tali, stando a quel che ci insegnano gli economisti, necessariamente applicabili a usi alternativi, vale a dire che, se si decideva di impiegarle per un certo obiettivo, non c’era poi modo di reperirne di nuove per un obiettivo diverso.

In questi ultimi anni, se non m’inganno, la mancanza di risorse è andata facendosi sentire ancora di più, tanto da mettere in discussione persino la già magra, rispetto agli altri paesi europei, dotazione dei fondi del settore della ricerca, quello che a parole, ma meno nei fatti, tutti i governi dicono sempre di voler tenere fuori da ogni possibile misura restrittiva, in gergo i famigerati “tagli”.

Sta di fatto che l’attuale governo – che sappiamo guidato da un premier che ha esordito con le “gite scolastiche settimanali” – sembra essersi dato come priorità quella di portare in cattedra circa 150mila insegnanti precari, sicché ha bisogno di trovare 20 miliardi nella prossima legge di stabilità, di cui circa 1 e mezzo dovrebbe servire per le assunzioni.

Per procurarsi questi denari, com’è noto, si è pensato a un piano di spending review che coinvolge indistintamente tutti i ministeri, ai quali si chiede un risparmio del 3%. Per il Miur, euro più euro meno, significa un miliardo e mezzo. Di questa discreta sommetta, poco meno di un terzo, vale a dire 400milioni verrebbero tolti dalla ricerca.

Il piano universitario della ministra Giannini - che deve definire entro questo mese di ottobre i livelli essenziali delle prestazioni per il diritto allo studio, introdurre i costi standard negli atenei e specificare i finanziamenti delle singole università - non c’è ancora, ma anche qui, secondo anticipazioni della vigilia circa il contenuto del decreto ministeriale, si prevedono nuovi tagli alla ricerca.

Dal ministero si fa sapere che le bozze di decreto in circolazione non sono da prendere in considerazione, che il governo a tutto pensa tranne che a mortificare la ricerca, che rimane infatti in cima all’agenda politica dell’esecutivo, essendo viceversa lo stesso fermamente intenzionato a “liberare energie nuove e premiare il merito”.

Pare che, da ultimo, abbia fatto la sua comparsa, entrando prepotentemente in circolo, un altro neologismo importato dalla lingua inglese, ossia la quality review, che consentirebbe di fare miracoli.

Per fortuna non resta molto da aspettare. Ottobre ormai è arrivato e il governo dovrà finalmente scoprire le sue carte.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Altro che dazi, è l’IA che spinge gli investimenti verso gli Usa

Fra le millemila cose che il presidente Usa ha detto al mondo, quella che i dazi avrebbero...
empty alt

Identificati biomarcatori sierici per monitorare malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A

Un biomarcatore misurabile nel sangue capace di rilevare il danno ai nervi periferici nella...
empty alt

Professore d’orchestra licenziato causa Covid ottiene giustizia in Cassazione

Con ordinanza n.14088/2026, pubblicata il 13 maggio scorso, la Cassazione – sezione Lavoro – ha...
empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
Back To Top