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Sabato, 17 Ott 2026

Questa mattina, alle ore 10:30, si ritroveranno a Pisa gli 82 Rettori delle università italiane statali e non statali riconosciute, aderenti alla Crui e membri effettivi dell’assemblea generale dell’associazione, per eleggere il nuovo presidente, che dovrà succedere a Gaetano Manfredi, il cui mandato triennale, conferitogli nel 2015 all’unanimità, andrà a scadere il 23 settembre.

Con assoluta certezza possiamo dire che a succedere a Manfredi sarà lo stesso Manfredi, che resterà in carica fino al 31 ottobre 2020 (art. 4, comma 7, Statuto), quando cesserà, senza possibilità di rinnovo (art. 15, comm 3, Statuto Unina), il sessennio alla guida dell’Università Federico II di Napoli. Alle ore 15:23 di ieri, infatti, l'unico a essersi candidato era proprio il presidente uscente.

Toccherà, dunque, ancora a lui guidare la Crui verso il raggiungimento delle proprie finalità statutarie che, come noto, sono quelle di:

- rappresentare e valorizzare il sistema delle autonomie universitarie in ogni sede nazionale e internazionale, svolgendo attività di coordinamento, di indirizzo, di tutela e di promozione degli Atenei italiani;

 - contribuire attivamente allo sviluppo di un coerente sistema europeo per l’alta formazione e la ricerca e all’allargamento delle collaborazioni con tutte le parti del mondo nei settori di competenza delle università;

- elaborare e presentare al Governo, al Parlamento e alle altre Istituzioni competenti i pareri eventualmente richiesti ed avanzare proposte ed osservazioni in materia di alta formazione e di ricerca, nonché su ogni altro argomento di interesse e competenza delle università;

- ricercare coerenza di comportamenti e di interpretazioni in tutte le questioni di interesse comune;

 - promuovere e sostenere ogni altra iniziativa utile al potenziamento dell'insegnamento superiore e della ricerca e ad elevare la funzionalità, la qualità e il prestigio, anche internazionale, del sistema universitario italiano.

Nel corso del passato triennio, la gestione Manfredi ha avuto momenti di forte contrasto con il mondo accademico, in particolare con il Movimento per la dignità della docenza universitaria (Mddu) che rivendicava – e continua giustamente a rivendicare - una "soluzione politica" per l’annosa questione del riconoscimento degli scatti stipendiali negati a docenti e ricercatori universitari.

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