Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 24 Feb 2026

L’ultima Global financial stability review del Fmi, che disegna la mappa del rischio globale, pur nella complessità delle sue analisi e nella corposità dei contenuti, la si potrebbe sintetizzare in quattro brevi parole: il rischio è aumentato.

Non c’è da stupirsi, ovviamente. Quando ci compiaciamo per gli straordinari rialzi di borsa, al netto ovviamente dei vari scossoni, stiamo semplicemente osservando senza saperlo l’appetito per il rischio all’opera, alimentato da un decennio di politiche monetarie molto incoraggianti, che hanno favorito non semplicemente l’ascesa globale del debito, ma in particolare di quella del debito più rischioso, cresciuto in regione inversa dei rendimenti sul debito più sicuro.

Per dirla diversamente, il calo dei tassi ha spinto la ricerca di rendimento che, per pura fisica finanziaria, passa da una maggiore assunzione di rischi. Ed ecco perché “High-yield bond, leveraged loan, e il private debt markets sono aumentati in modo significativo negli ultimi dieci anni e sono diventati più complessi”. Crescita quindi non solo delle quantità in gioco, ma anche delle qualità. Laddove la qualità di questi strumenti non vuol dire che siano migliori, ma semplicemente più esotici. La complessità cresce in ragione della difficoltà di estrarre rendimenti da un ecosistema che istituzionalmente li scoraggia.

I grafici sopra ci danno un’idea delle quantità. Spicca in particolare la crescita notevole del settore dei prestiti leveraged, di cui abbiamo già discusso, che a fine 2019 arrivava a 5 trilioni di dollari, quattro quinti dei quali nelle economie avanzate. Quanto alla complessità, possiamo farcene un’idea osservando la notevole crescita delle CLOs, che sta per Collateralised loan obligations, ossia gli strumenti finanziari costruiti su questi prestiti.

Notate come i CLOs declinino all’apparire dell’emergenza Covid. È l’eterno ritmare della fuga dal rischio che va in scena ogni volta che qualcosa spaventa i mercati.

Se invece volessimo farci un’idea della distribuzione geografica di questo rischio, possiamo osservare il grafico sotto, che misura il segmento delle obbligazioni high-yield, ossia ad alto rendimento, ossia più rischiose, e quello del debito collocato privatamente.

Come si vede, a parte l’esplosione dei volumi, cresciuti fra oltre il 100 e oltre il 200 per cento in un decennio, notiamo la grande crescita di questi mercati negli Usa, ma anche in Europa e in Asia, ossia i luoghi d’elezione delle politiche monetarie espansive.

Il Fmi ci dice anche un’altra cosa: la qualità di chi prende a prestito è diminuita. La categoria dei subprime, insomma, si è universalizzata, e se ne trova riscontro nel lento degradarsi del merito di credito osservato anche altrove.

Ciò che vale come monito, pure se il Fmi la presenta come una nota positiva, è che l’utilizzo della leva finanziaria e la diretta esposizione delle banche è diminuita. Ma di questa esposizione adesso si sono fatti carico gli investitori istituzionali, che hanno fatto scorpacciate di debiti rischiosi per garantirsi un po’ di rendimenti.

Da qui, il monito: “In uno scenario avverso grave, le perdite totali delle istituzioni finanziarie non bancarie potrebbero essere sostanziali, mentre il rischio del settore bancario sembra essere inferiore”. E con questo dovremmo persino consolarci.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

L’istruzione delle donne, un percorso a ostacoli

Il 18 febbraio 1938, una legge approvata in Francia consentì finalmente alle donne di iscriversi...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
empty alt

Ricerca UniPi: dagli scarti del pane al biocarburante sostenibile

Da uno studio condotto all’Università di Pisa arriva un innovativo approccio di economia circolare che...
empty alt

Aggiornamento sullo stato di salute della finanza pubblica statunitense

Un interessante post pubblicato dalla Fed di S. Louis ci consente di aggiornare le nostre...
empty alt

“Domani interrogo”, incomparabile lavoro di una prof in un liceo periferico di Roma

Domani interrogo, regia di Umberto Riccioni Carteni, con Anna Ferzetti (Professoressa), Fabio Bizzarro...
Back To Top