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Mercoledì, 19 Ago 2026

Rossana Rossanda è stata una donna partigiana e comunista, di grande cultura. È morta in un tempo in cui la perdita di questi vecchi combattenti da parte di chi li ha conosciuti è particolarmente sentita.

Sulla vita politica della compagna Rossanda oggi i giornali, comprensibilmente, si diffonderanno. Ne metteranno in risalto la radicalità, l’orientamento eretico rispetto al Pci, l’uscita da quel partito, la fondazione del “manifesto” e poi del Pdup di Magri, Pintor, Parlato e Castellina, che poi ritornò a confluire nello stesso partito guidato da Berlinguer da cui si era separato e da cui quel gruppo era stato radiato. Si diffonderanno sulle motivazioni che portarono la compagna Rossanda ad essere quella che è stata: una combattente per la libertà e la giustizia sociale.

Alla luce della riflessione storica le posizioni politiche di Rossana e dei compagni del suo gruppo avevano in sé un nucleo di verità. Soprattutto quelle critiche nei confronti dei paesi del socialismo reale, anche se oscurate e contraddette dall’innamoramento del comunismo cinese e maoista.

Non importano le discussioni accese, le divisioni e anche le separazioni che hanno contrappuntato la vita di questi militanti progressisti. Sono stati tutti dei nostri, dalla nostra parte, da quella dei lavoratori e del progresso sociale, culturale e civile.

In particolare, quelli, come Rossanda, che iniziarono a militare con la lotta partigiana. Furono protagonisti in un campo, quello della sinistra e del socialismo, che oggi stenta a ritrovarsi in forme e con forze nuove.

Rossanda, nel suo rigore intellettuale, giusto o sbagliato che fosse riguardo alle cose su cui si applicava, si distaccò polemicamente nel 2012 anche dal suo giornale.

Non le venne mai meno lo sguardo internazionalista sul mondo e sull’Europa. “Noi, - disse all’epoca dell’austerità merkeliana - nel nostro piccolo di gente che non mira a essere deputato, abbiamo detto che siamo per un’Europa che faccia abbassare la cresta alla finanza, unifichi il suo disorientato fisco, investa sulla crescita selettiva ed ecologica, non solo difenda ma riprenda i diritti del lavoro. Non piacerà a tutti. Ma chi ci sta?”.

Forse oggi si è spenta con qualche speranza in più.

Addio carissima compagna.

Aldo Pirone
Coautore del libro "Roma '43-44. L'alba della Resistenza"
facebook.com/aldo.pirone.7

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