Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 22 Ago 2026

La notte tra il 19 e il 20 gennaio 1944, dopo aver ingerito una dose letale di veleno per sfuggire alla deportazione, morì a Firenze Enrica Calabresi.

Una donna. Poco più di un nome è il film che la regista Ornella Grassi ha dedicato nel 2019 alla scienziata che, laureata giovanissima all’Università di Firenze e divenuta zoologa, ha lavorato alla Specola e all’università di agraria di Pisa.

Enrica Calabresi era nata nel 1891 a Ferrara, in una famiglia della benestante borghesia ebrea, quando le donne all’università erano una rara presenza e riuscì a farsi stimare fino a diventare segretaria della Società entomologica italiana. Era molto colta, pubblicava anche in inglese e conosceva il francese e il tedesco. Tra le sue allieve ci fu anche Margherita Hack che la ricordò nella sua autobiografia.

Due guerre distrussero la sua vita. Nella prima perse il fidanzato, Giovanni De Gasperi, speleologo , botanico e esploratore che come lei frequentava la Specola e che morì nel 1916.

Enrica lasciò l’università per due anni e andò a fare l’infermiera al fronte. Quando nel 1938 arrivarono le leggi razziali, fu sbattuta fuori dall’università e andò a insegnare alla scuola ebraica.

Rifiutò sempre di nascondersi anche perché non voleva che altri rischiassero la vita per lei. Avrebbe potuto salvarsi rifugiandosi in Svizzera, come fece il fratello con l’altra sorella. Lei restò sola nella Firenze fascista e nazista. Venne catturata, portata nel carcere di Santa Verdiana dove si tolse la vita, avvelenandosi, prima di partire per Auschwitz, il 20 gennaio 1944.

Il film di Ornella Grassi presenta parti di fiction, parti documentali sulla vita in guerra, sulle leggi razziali e testimonianze di persone che hanno vissuto in quel terribile periodo: la nipote del direttore del carcere di Santa Verdiana, alcuni scienziati della Specola di Pisa, un nipote ora novantenne e lo scrittore Paolo Ciampi che su di lei ha scritto un libro.

Non è un semplice documentario giornalistico ma un film che, attraverso il coinvolgimento emotivo di immagini e musiche , riesce a toccare il cuore dello spettatore e a far capire tutto l’orrore delle leggi razziali e a far dire mai più guerre. Anche se purtroppo non è così.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
empty alt

John Fante Festival 2026, dal 20 al 23 agosto a Torricella Peligna

Torna a Torricella Peligna, in Abruzzo, dal 20 al 23 agosto il John Fante Festival “Il dio di mio...
Back To Top