Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 21 Apr 2026

Lo sviluppo di un farmaco o di un vaccino pone delle questioni non soltanto dal punto di vista medico, ma anche dal punto di vista etico e legale. La pandemia ha riportato sotto riflettori tutti i difetti dell’attuale politica di produzione dei farmaci, in cui il potere è tutto nelle mani delle grandi industrie farmaceutiche.

Per rimediare a queste distorsioni occorre non solo riformare la proprietà intellettuale, ma anche ripensare il rapporto tra scienza e profitto per trovare un punto di equilibrio.

Nel passato, alcuni scienziati hanno affrontato il problema in modo radicale decidendo di NON brevettare le loro scoperte, per metterle a disposizione della comunità scientifica GRATUITAMENTE. È il caso di Marie Curie, Albert Sabin e Ilaria Capua.

Donna generosa e lungimirante, Marie Curie non ha depositato intenzionalmente il brevetto internazionale per il processo di isolamento del Radio. Aveva deciso di lasciarlo libero per dare alla comunità scientifica la possibilità di effettuare ricerche in questo campo senza alcun ostacolo.

Albert Sabin, famoso per aver sviluppato, negli anni Cinquanta del Novecento, il più diffuso vaccino contro la poliomielite, l’ha regalato all’umanità.

Ilaria Capua, nel 2006, ha seguito il loro esempio con il virus dell’aviaria. Dopo averlo scoperto, decise infatti di sfidare l’ordine costituito della sanità pubblica mondiale che le chiedeva di depositare la mappa del virus in un database ad accesso riservato, avendone in cambio l'accesso ad altre banche dati esclusive. Depositò invece la sequenza del virus nel database "Genbank", ad accesso libero.

Operatrice della sanità pubblica, ritiene infatti che i risultati di un’ attività finanziata con denaro pubblico non debbano finire a conoscenza e a vantaggio di pochi. La sua decisione è una pietra miliare dell’open source e del knowledge sharing.

Sarebbero inimmaginabili i passi avanti realizzati negli ultimi decenni nelle discipline scientifiche senza un accesso libero alle fonti di primaria informazione e condivisione della conoscenza, a cui il proliferare della tecnologia e dei media che la sfruttano ha fornito un incremento esponenziale.

La questione è complessa, per approfondire si consiglia un articolo del Professor Roberto Caso, Ordinario di Diritto privato comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
empty alt

Wang Zhenyi, l’astronoma che amava la poesia

Wang Zhenyi visse in Cina tra il 1768 e il 1797. Nonostante la brevità della sua vita, lasciò...
empty alt

“Lo sguardo di Emma”, dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione

Lo sguardo di Emma, regia di Marie-Elsa Sgualdo, Lila Gueneau (Emma), Grégoire Colin (Robert),...
Back To Top