Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 27 Apr 2026

L’Intelligenza Artificiale ha un impatto ambientale che spesso viene sottovalutato. Tutti sappiamo del consumo di energia.

Addestrare e mantenere attivi i grandi modelli di IA richiede enormi quantità di elettricità, e questo comporta emissioni di CO₂ significative, soprattutto quando l’energia proviene da fonti fossili. Ma c’è un altro elemento fondamentale che merita attenzione: l’acqua.

Il consumo idrico è un problema crescente: i data center che alimentano l’IA devono essere raffreddati costantemente per evitare surriscaldamenti. Per farlo, si usano milioni di litri d’acqua ogni anno, spesso in aree già colpite da siccità o stress idrico. In alcuni casi, l’acqua viene utilizzata anche per ridurre indirettamente il consumo energetico, ma ciò non fa che spostare il problema da un piano all’altro.

E poi c’è la questione delle risorse minerarie.

Per costruire i dispositivi e le infrastrutture che rendono possibile l’IA - dai server alle reti globali - servono metalli rari e preziosi, come litio, cobalto, neodimio e tante altre cosiddette terre rare.

Questi materiali non solo sono estratti con costi ambientali altissimi, ma provengono in larga parte da regioni del Sud globale, dove lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali si intreccia con dinamiche di ingiustizia economica, disuguaglianze sociali e, spesso, violazioni dei diritti umani.

Insomma, l’IA non è immateriale. Dietro l’apparente “intelligenza” c’è un mondo fisico fatto di miniere, centrali elettriche e fiumi prosciugati. Se si vuole davvero affrontare il futuro in modo sostenibile, si deve iniziare a considerare anche l’impatto ecologico dell’innovazione digitale, e cercare soluzioni che siano davvero intelligenti: più efficienti, più eque e meno distruttive per il pianeta.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Cosa caratterizza la folle corsa alla spesa militare?

Gli anni Venti del XXI faranno storia, sicuramente. Non tanto per le loro innumerevoli crisi, che...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
Back To Top