Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 07 Mar 2026

L‘ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) sugli squilibri globali, confezionato sulla base dei dati 2024, ci dice due cose che conviene annotarsi, visto come va questo complicato 2025.

La prima: gli squilibri globali aumentano. L’indicatore confezionato dal Fmi osserva che i deficit/surplus delle partite correnti dei paesi osservati, che insieme quotano circa il 90% dell’economia internazionale, si sono ampliati anziché ridursi. Segno che gli squilibri macroeconomici sono tutt’altro che sulla via della correzione.

La seconda, assai più interessante, sottolinea che la responsabilità di questi squilibri ricade, com’è ovvio, sui tre grandi attori del gioco globale. Ossia Europa, Usa e Cina. La ricetta per costoro è tanto nota quanto inascoltata. L’Europa dovrebbe “aumentare la spesa in infrastrutture pubbliche per colmare il divario di produttività che si è aperto con gli Stati Uniti”. La Cina dovrebbe “riequilibrare l’attività economica orientandola verso i consumi”. Gli Stati Uniti dovrebbero “proseguire il consolidamento fiscale”. In realtà, come sappiamo bene, nessuno dei tre sta facendo nulla del genere. O, quantomeno, non con l’intensità che sarebbe necessario.

Si osservano timidi tentativi in Europa e Cina, ma gli Usa sembrano ancora ben lontani dal mettere ordine nella loro contabilità pubblica. Anzi, la nuova legge di bilancio si prevede aumenterà il deficit anziché ridurlo. E non saranno certo i ricavi da dazio che invertiranno questa tendenza.

Quindi che dobbiamo aspettarci? Il Fmi sfoggia un moderato ottimismo e stima che a metà di quest’anno gli squilibri potrebbero essersi persino ridotti. Rimangono i rischi: “I deficit pubblici negli Stati Uniti rimangono eccessivamente elevati e il recente deprezzamento generalizzato dello yuan cinese, insieme al dollaro statunitense, rischia di ampliare i surplus delle partite correnti in Cina”. E poi rimane da sfatare qualche luogo comune.

A cominciare a quello che vuole le tariffe come risolutive nella correzione degli squilibri. “Il nostro rapporto mostra che le barriere tariffarie più elevate nei paesi in deficit come gli Stati Uniti hanno solo un impatto minimo sugli squilibri globali. Questo perché i dazi agiscono come uno shock negativo dell’offerta nei paesi che li applicano. Riducono sia gli investimenti, che sono meno redditizi, sia i risparmi per attenuare lo shock del reddito, lasciando i saldi delle partite correnti pressoché invariati”. Le tariffe servono solo a ribadire chi comanda. Ma questo ovviamente il Fmi non lo può dire.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
coautore del libro “Il ritmo della libertà”
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
empty alt

Trichoderma, benefici e limiti di uno degli organismi benefici più usati per proteggere le piante

I funghi del genere Trichoderma sono tra i principi attivi di natura biologica più diffusi in...
empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
Back To Top