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Mercoledì, 09 Set 2026

La grande mappatura del cielo prese avvio alla fine dell’Ottocento e si concluse nei primi anni del Novecento, grazie al lavoro instancabile di équipe composte interamente da donne. Dotate di straordinaria pazienza e tenacia, queste astronome dedicarono anni a misurare e calcolare con precisione le distanze e le coordinate delle stelle.

I progressi nella tecnica fotografica e l’introduzione delle lastre a emulsione in gelatina - particolarmente adatte alla ricerca astronomica -resero possibili questi studi di portata senza precedenti.

In Europa, l’Osservatorio di Parigi e la Specola Vaticana furono protagonisti del progetto Carte du Ciel, mentre negli Stati Uniti prendevano forma il Catalogo Fotometrico di Harvard e il monumentale Catalogo Henry Draper.

Quest’ultimo deve il suo nome al miliardario che lo finanziò e alla moglie, che ne sostenne con determinazione la realizzazione anche dopo la morte del marito.

In tutti e tre i casi, i direttori degli osservatori scelsero di affidare il lavoro a gruppi di donne, convinti che la loro pazienza e dedizione fossero indispensabili per portare a termine un compito tanto complesso.

Prima dell’avvento dei calcolatori elettronici, infatti, queste ricerche richiedevano lunghissimi calcoli manuali, condotti con rigore quasi monastico.

Spesso liquidate con epiteti ironici come “Harem di Pickering” o “dame e suore calcolatrici”, queste scienziate portarono a termine un’impresa che oggi ci consente di osservare il cielo di San Lorenzo con strumenti e conoscenze di straordinaria precisione.

Per comprendere la portata del loro contributo, basti pensare che il Catalogo Draper comprende la classificazione di ben 225.300 stelle.

Nell’ immagine in alto: le “dame calcolatrici” della “Carte du Ciel” a Parigi.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
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