Wang Zhenyi visse in Cina tra il 1768 e il 1797. Nonostante la brevità della sua vita, lasciò un’impronta significativa nei campi dell’astronomia, della matematica, della geografia e della medicina, pubblicando importanti lavori scientifici e componendo poesie.
Nata in una famiglia colta, ricevette un’educazione raffinata grazie al padre e al nonno, governatore della provincia di Fengchen e intellettuale di grande cultura.
La vasta biblioteca di famiglia fu per lei una preziosa fonte di apprendimento. Oltre agli studi accademici, Wang Zhenyi si dedicò anche alle arti marziali, all’equitazione e al tiro con l’arco, sotto la guida di Aa, moglie di un generale mongolo.
A soli 16 anni intraprese un lungo viaggio con il padre, un’esperienza che arricchì la sua conoscenza della società e della cultura cinese dell’epoca. Due anni dopo, decise di dedicarsi con passione all’astronomia e alla matematica.
Dopo il matrimonio, all’età di 25 anni, divenne celebre per le sue competenze in queste discipline, tanto da ottenere il riconoscimento come insegnante.
Tra le sue opere più rilevanti figurano Dibattito sulla processione degli equinozi e Disputa sulla longitudine e sulle stelle, testi in cui espose anche ricerche personali.
Per studiare le eclissi solari e lunari, costruì nel giardino di casa un grande modello del sistema Sole-Terra-Luna, utilizzando lampade e specchi. Le sue osservazioni furono poi raccolte nel trattato Spiegazione di un’eclissi solare.
Oltre alla scienza, Wang Zhenyi coltivò con passione la poesia. Nei suoi versi descriveva la dura vita dei lavoratori e delle lavoratrici, mettendo in contrasto la loro esistenza con quella dei ricchi.
Morì prematuramente a soli 29 anni, ma ebbe il tempo di affidare i suoi scritti a un’amica, che si occupò di divulgarli, permettendole così di lasciare un’eredità duratura nel mondo della scienza e della letteratura.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
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