Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 20 Set 2026

di Adriana Spera

L'agricoltura in Italia, e non solo, è in crisi. Si susseguono vertenze, l'ultima è quella dei pastori sardi, il cui denominatore comune è la mancanza di un progetto per un settore importante della nostra economia, le cui produzioni sono determinanti per la salute dei cittadini.

L'Italia fino a pochi anni fa era un paese essenzialmente agricolo e con una notevole varietà di colture.

Oggi si è persa memoria di quel recente passato, si tende a coltivare solo i prodotti più resistenti agli agenti esterni, ad intervenire con l'ingegneria genetica.

Il risultato è una produzione basata su poche varietà ortofrutticole, un'omologazione che cancella i sapori e la memoria storica alimentare.

Per fortuna vi sono iniziative controcorrente come il Salone internazionale del gusto, tenutosi a Torino dal 21 al 25 ottobre scorso e organizzato dal movimento culturale Slow Food, fondato nel 1989 da Carlo Petrini.

Una vetrina per chi, in Italia e nel mondo, attraverso la ricerca e la riscoperta di antiche colture abbandonate vuole valorizzare i prodotti locali, incentivare l'acquisto di prodotti freschi a km/0,  direttamente dal produttore al giusto prezzo.

Iniziative che affrontano i veri nodi della crisi del settore agricolo in un mercato sempre più concentrato nelle mani di pochi grandi distributori, che determinano unilateralmente il prezzo alla fonte e quello al consumatore facendo cartello.

Come consumatori siamo vittime insieme ai produttori, perché acquistiamo a 100 ciò che ad essi è stato pagato 10 e, per di più, molti giorni dopo il raccolto.

Lo Stato dal canto suo poco o nulla fa per il settore in generale, per contrastare il trend negativo, tanto meno provvede ad alcuna forma di sostegno per i coltivatori che coraggiosamente vanno alla riscoperta di antiche sementi.

D'altronde la vicenda della "banca del germoplasma" detenuta dal Cnr, di cui più volte si è occupato Il Foglietto, dimostra tutto il disinteresse del nostro governo che è in buona compagnia con altri Paesi. Anche “l'amico Putin” ha venduto il terreno su cui sorge la Pavlosk Experimental Station, che ospita migliaia di varietà di colture uniche al mondo.

Un andamento universale, ovunque ai campi si stanno sostituendo le costruzioni.

Viene spontaneo chiedersi: che mangeremo domani? Il cemento?

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top