Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 29 Mag 2024

La buona notizia ne contiene una cattiva, se almeno uno crede – e molti iniziano a dubitarne – che il commercio faccia bene alle relazioni internazionali. La notizia buona è che il primo regge, anche se fra diversi alti e bassi generati dalle seconde. Gli scambi sono riusciti a ripartire dopo il tremendo shock del 2008, che tutti noi abbiamo dimenticato, ma i mercati e i governi no. E lo dimostra la cattiva notizia, ossia che il tasso di crescita del commercio è sempre stato inferiore a quello del pil nei quindici anni che sono trascorsi da allora.

Si potrebbe ricordare che nel frattempo il clima delle relazioni internazionali è peggiorato, e che ci sono stati anche un paio di shock non prevedibili e per giunta gravi. Pandemia e guerre notoriamente non giovano ai mercanti. Ma, al di là di tutto questo, si tende a dimenticare che molti dei nostri tormenti hanno una radice lontana, che oggi genera la fioritura di tensioni internazionali che accompagnano le nostre cronache.

Vi offro giusto un piccolo pro memoria, per ricordare cosa sia successo nel 2008. Dopo la crisi, la somma di import ed export – una misura della globalizzazione – che superava il 60%, è scesa a sfiorare il 50%. Un movimento simile a quello osservato nel biennio della pandemia, con la differenza che la quota di commercio sul pil non ha più raggiunto il livello pre 2008 e per giunta ha avuto un andamento declinante prima della pandemia.

Poiché degli anni più vicini a oggi dovremmo avere memoria migliore, vale la pena spendere qualche riga per ricordare quale fu la reazione del mondo dal crash subprime.

In sostanza, il mondo – tutto il mondo, a cominciare da quei BRICS che più tardi si proporranno come alfieri della globalizzazione – chiuse le frontiere. L’aumento di restrizioni agli scambi, nelle loro varie declinazioni, fu repentino e profondo.

Quell’onda lunga si è diffusa fino ai nostri giorni, e pure se con qualche mitigazione, continua a svolgere i suoi effetti. Le discussioni oziose di oggi sulla slowbalisation sono la conseguenza dei traumi irrisolti seguiti a quella crisi, dalla quale germinarono anche i vari populismi.

Lo stato dell’arte si può indovinare osservando adesso il grafico in basso, con Usa e Cina sempre più distanti e la novità della Germania, che si è distanziata dalla Cina come mai in tempi recenti.

 Che significa tutto questo? Che il commercio per adesso regge, ma non bisogna aspettarsi troppo. I venti di guerra, la crescita lenta, le antiche diffidenze: tutto congiura per generare quei “costi economici considerevoli in termini di riduzione degli scambi e del benessere, nonché un innalzamento dei prezzi”, di cui parla la Bce nel suo ultimo bollettino in un approfondimento dedicato a questo tema.

La globalizzazione può anche non essere più di moda. Questo non vuol dire che non proseguirà, in un modo o in un altro. Vuole dire solo che avrà un costo maggiore per i consumatori che, ricordiamolo sempre, sono anche produttori o lavoratori. E non solo un costo economico, ovviamente.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

Inflazione. Come la previsione diventa un destino, quando invece è solo una possibilità

Intorno alle 11 del mattino di giovedì 23 maggio, il sito della Bce ha pubblicato il dato...
empty alt

Stigliano, ricco di opere artistiche, leggende, monacelli benevoli

La chiesa convento di Sant’Antonio, patrono di Stigliano, 6.000 abitanti, 900 metri di altitudine, si erge su...
empty alt

“Eileen”, opera completa che esplora la prigione esistenziale di una donna

Eileen, regia di William Oldroyd, tratto dall’omonimo romanzo di Ottessa Moshfegh, con Thomasin...
empty alt

Ricerca UniMi, Bicocca, Eos: microplastiche nei contenitori alimentari riscaldati al microonde

Uno studio, condotto dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’azienda Eos e...
empty alt

Assunzioni nella P.A.: scorrimento graduatorie o nuovo bando? Il decalogo del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, organo supremo della giustizia amministrativa, con sentenza n.3855/2024,...
empty alt

Carcinoma anaplastico della tiroide, nuova possibile terapia

Il carcinoma anaplastico della tiroide è uno dei tumori più aggressivi, senza terapia efficace e...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top