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Giovedì, 15 Ott 2026

di Rocco Tritto

In Italia, tutti invocano informazioni, dati e controlli per decidere e conoscere. Un ruolo centrale in questo contesto riveste la Corte dei conti, disciplinata addirittura nella nostra Carta Fondamentale all’articolo 100, in cui si legge che la stessa Corte esercita “il controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato”, inoltre “partecipa … al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria”, riferendo “direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito”.

In pratica, annualmente i giudici contabili redigono una Relazione sull’andamento della gestione dei vari enti pubblici. Quanti leggono Il Foglietto hanno avuto modo di essere notiziati dei risultati gestionali conseguiti dai vari enti di ricerca, grazie soprattutto all’attività della Corte che, spesso, non lesina critiche – ovviamente motivate – all’operato degli amministratori e dirigenti degli enti stessi.

Una siffatta attività tanto più assume rilevanza se considerata nel particolare momento che la nostra comunità sta vivendo. E’ evidente, infatti, che da un esame obiettivo dell’impiego delle risorse pubbliche, per natura sempre scarse, si è in condizione di capire quando le stesse sono utilizzate in maniera ottimale e quando, viceversa, si risolvono in un vero e proprio spreco, sconfinando talora addirittura nella mala gestio.

L’analisi dell’uso del pubblico danaro da parte della Corte dei conti viene resa nota, però, con ritardo che, anziché ridursi, va progressivamente dilatandosi, con rischio concreto di vanificare qualunque utilità per i pubblici poteri e per i cittadini.

Restando agli enti di ricerca, occorre risalire, ad esempio, al 5 dicembre 2011 per avere la Relazione sull’andamento della gestione del Cnr, riferita all’esercizio 2010.

Per l’Ispra va addirittura peggio, atteso che gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2008, anno in cui l’ente è stato istituito a seguito di fusione tra Apat, Icram e Infs.

Sta di fatto che nel corso dell’anno 2012, che ormai volge al termine, di Relazioni se ne sono viste ben poche.

L’auspicio del Foglietto, che ha sempre dato ampio risalto al lavoro delle sezioni di controllo della magistratura contabile, è che quanto prima si possa riuscire a disporre di dati che, se si vogliono utili, non possono che essere tempestivi.

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