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Lunedì, 13 Lug 2026

di Roberto Tomei

Per formare una giunta finora si usava il manuale Cencelli o metodi affini. L'imprevedibile Rosario Crocetta, neo governatore della Sicilia, invece, continua a stupire anche gli osservatori più smaliziati.

Dopo Battiato, primo simbolo della nuova musica che si intende suonare a Palazzo dei Normanni, piazzato all’assessorato alla Cultura, è ora la volta dell’intramontabile Antonino Zichichi, smistato all'assessorato ai Beni culturali.

Anche se impegnato, per fortuna non da solo, a fronteggiare "71 emergenze planetarie di cui non si parla mai" (sono parole sue) - motivo che giustifica il fatto che siamo all'oscuro di tutto, ma cogliamo in ogni caso l'occasione per ringraziarlo a nome dell'umanità tutta, di cui siamo certi di interpretare i sentimenti di sconfinata gratitudine - Zichichi ha accettato di buon grado il sorprendente incarico.

D'altra parte, in Sicilia si sente un po’ a casa, visto che va a Erice tutti gli anni per le attività del Centro Ettore Majorana.

Tralasciando il fatto che a 83 anni suonati ci vuole proprio coraggio a dividersi tra Ginevra, dove attende alle emergenze planetarie, e Palermo, luogo simbolo di diverse ma non meno complicate emergenze, sono in tanti a chiedersi che c'azzecca un mancato Nobel per la Fisica con i beni culturali.

Francamente trattasi di interrogativo cui appare arduo rispondere, a meno che il Nostro, dopo aver presieduto l'Istituto nazionale di fisica nucleare dal 1977 al 1982 e, dalla sua fondazione ad oggi, il più piccolo ente pubblico di ricerca (il Centro Fermi), non stia, tra le altre, già lavorando a specifiche emergenze dei beni culturali e magari abbia anche trovato la formula per tenerli in ottimo stato di conservazione.

Forse Crocetta sa cose che noi non sappiamo, perché non se ne è mai parlato, come delle altre emergenze planetarie, e deve aver pensato che per le colonne dei templi greci non restava che affidarsi a una colonna della fisica. Auguri a tutti e due.

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