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Venerdì, 17 Lug 2026

Con la pubblicazione da parte del Miur di tre decreti (nn. 1826, 1827, 1828), cala il sipario sul programma PRIN 2015 (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), di cui al bando pubblico del 4 novembre 2015 n. 2488, destinato al finanziamento di progetti di ricerca pubblica, allo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali, anche in vista di una più efficace partecipazione alle iniziative europee relative ai Programmi Quadro dell'Unione Europea.

In palio, oltre 91 milioni di euro, di cui 32 destinati al macrosettore di ricerca denominato LS - Scienze della vita; altrettanti al macrosettore PE - Scienze fisiche e ingegneria e 27,5 al macrosettore SH - Scienze umanistiche e sociali, per un totale di 300 progetti.

Meritano, a nostro avviso, di essere commentati i risultati che sono conseguiti all’esame dei progetti (oltre 4.300) da parte dei singoli Comitati di selezione, nominati dal Miur.

A fare la parte dei leoni, perché classificatisi ex aequo al primo posto per numero di progetti finanziati (25), sono stati gli atenei Sapienza di Roma e Alma Mater di Bologna, che incasseranno rispettivamente 8,4 e 7,6 milioni.

A seguire, l’Università di Milano, con 17; quelle di Torino e Napoli (Federico II), con 14; Firenze, Padova e Roma Tor Vergata, anch’esse ex aequo, con 11.

Quanto al numero dei professori/ricercatori partecipanti in progetti finanziati, in testa Sapienza Roma, con 300; Alma Mater Bologna, con 282; Milano Statale, con 209; Napoli (Federico II), con 205.

Quanto alla dislocazione geografica degli atenei finanziati, il 45% è al Nord, il 35% al Centro e solo il 20% al Sud e nelle Isole.

Un dato sul quale dovrebbero essere in tanti a riflettere.

Da segnalare, infine, che, tra i progetti approvati, in circa 70 (salvo miglior conteggio) figura il Cnr, assieme ad altre istituzioni scientifiche.

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