Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 09 Lug 2026

Uno dei problemi principali delle forze progressiste e della democrazia italiana è che il terreno della comunicazione è in mano alla destra berlusconiana-meloniana e poi dei giornali grosso modo di lor signori. So benissimo che fra i cosiddetti giornaloni borghesi e i gazzettieri della destra vi sono differenze e anche contrapposizioni non trascurabili e anche dentro di loro. Per non dire fra e dentro i canali televisivi.

La comunicazione social, poi, è un canale relativamente recente, anzi un terreno di combattimento quotidiano che sfugge alle logiche di TV e giornali. Basta salire su un mezzo pubblico e vedere che tutti sono attaccati ai loro smartphone per capire come e quanto, perfino antropologicamente, è cambiato dall'epoca fordista.

E l'esperienza recente ci dice anche, però, che quando la rabbia sociale viene incanalata da qualcuno, vedi il trasversalismo del M5s nel periodo fra il 2013 e il 2018, non c'è dominio nei mass media che possa fermarlo. I pentastellati di una loro estraneità e assenza dal circolo politico-mediatico ne fecero un punto di forza.

L'abbandono nel campo della comunicazione dei mezzi e di antiche virtù della sinistra è stata una componente non secondaria di una regressione paurosa della sinistra medesima e dell'intera democrazia italiana.

Sappiamo tutti, per esempio, quando i giornali avevano un peso assai più grande di quello attuale nell'orientare l'opinione pubblica, che le origini della stampa italiana sono storicamente segnate dal possesso dei giornali come strumento dei grandi gruppi industriali per i loro interessi, facenti capo, a grandi famiglie e capi famiglia.

Ma il movimento operaio cercò di contrastare quella situazione attraverso la costruzione di grandi strumenti di "contro informazione" e in pari tempo di formazione e orientamento quotidiano dentro un orizzonte egemonico.

Togliatti, per esempio, diceva che l'Unità, allora organo del Pci, doveva ambire ad essere un grande giornale popolare e, per le forze progressiste legate organicamente al mondo del lavoro, il loro Corriere della sera.

Ora siamo, nel cambio di epoca, in una situazione ben più arretrata e regrediente frutto del trentennio berlusconiano che non è per nulla finito. Perciò occorre che i leader della sinistra e i loro gruppi dirigenti progressisti imparino in fretta un mestiere che è stato dimenticato: come approfittare degli spazi che vengono loro offerti in Tv e sui giornali per imporre la loro narrazione politica evitando ogni trappola mediatica.

Per esempio, ha ragione Conte a dire che il Grillo di sabato scorso è stato strumentalizzato, così come la Schlein lo fu per l'intervista a Vogue con l'"armocromia" per nascondere tutto il resto. Ma la destra e anche i nostalgici del Pd renziano fanno il loro mestiere, bisogna saperlo, e proprio per questo occorre evitare di dar loro, per quanto possibile, ogni pur minimo appiglio. La denuncia a posteriori della strumentalità è sempre bene farla ma ha sempre un sapore difensivo.

E porsi, in pari tempo, il problema strategico di ricostruire strumenti consistenti nella comunicazione (giornali, Tv, social) che ridiano voce alla sinistra e all'Italia progressista e per bene.

aldo pirrone 130x130Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top