Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 17 Apr 2024

Penso alle 5 persone che hanno perso la vita nel torinese mentre erano al lavoro, a notte fonda. Erano giovani e alcuni padri di famiglia con figli. La radio dice che siamo arrivati a 450 vittime sul lavoro quest'anno. Il numero dei mutilati non è reso noto, rimane indefinito. Ed è solo agosto.

Operaie schiacciate nel telaio a cui avevano tolto i blocchi di sicurezza per produrre di più; edili schiacciati; riders investiti mentre andavano a consegnare due pizze in bicicletta...

È evidente che la questione dev'essere affrontata alle radici, come priorità nazionale, etica e umana. Occorre una rivoluzione nei paradigmi su cui si fonda l'economia : il PIL (Prodotto Interno Lordo) non registra queste cose, anzi, registrerà che dev'essere occorso un evento positivo,
perché valuta le transazioni e, in questo caso, le spese funerarie.

Una economia che si regge sempre più sulla disperazione dei disoccupati e sulla povertà, fa senso. I Sindacati hanno proclamato 4 ore di sciopero. Nemmeno un'ora a morto e soli 32 secondi per ciascuna delle vittime del 2023.

Se non si discute profondissimamente (per trarre conclusioni e linee d'azione) sulle esternalizzazioni del lavoro, sempre più appaltati e subappaltati a privati, ai livelli di sfruttamento raggiunti, alle garanzie diminuite e ai controlli sempre più carenti per deficit di personale e per inefficiente organizzazione istituzionale, agli errori (penso, tra l'altro, allo scioglimento dell'ISPESL, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, ente sotto il controllo del Ministero della Salute), allo smantellamento delle strutture di controllo in campo ambientale, produttivo, sanitario, trasportistico, la situazione non cambierà.

Il Presidente della Repubblica si dirà ogni volta "sconvolto"; i ministri, anziché mettere mano alla situazione lanciando una chiamata generale, continueranno a fare dichiarazioni di circostanza, e i lavoratori, da cui viene tutta la ricchezza dei Paesi e delle nostre società, continueranno a rischiare di non tornare a casa a fine turno.

Se nulla si muove per il cambiamento, c'è una sola via percorribile: la lotta di classe. Nulla di ideologico da parte mia, ma solo logica elementare considerazione, che sarebbe esagerato chiamare analisi.

Aggiunta: attuare la Costituzione, rendere la nostra Repubblica finalmente fondata sul lavoro.

damiani giovanni tondoGiovanni Damiani
Presidente G.U.F.I. - Gruppo Unitario Foreste Italiane
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

“Università e militarizzazione” ovvero “Il duplice uso della libertà di ricerca”

Università e militarizzazione – Il duplice uso della libertà di ricerca di Michele Lancione – Eris Edizioni...
empty alt

Conti pubblici, tutti i numeri di una emorragia sempre più inarrestabile

Negli ultimi quattro anni, complice anche la sospensione delle regole europee di contenimento...
empty alt

Il futuro del mondo? Sempre più Emergente

Quello che ci aspetta, a dar retta ai pronostici volenterosamente elaborati dai calcolatori del...
empty alt

Festa della Resistenza a Roma, dal 23 al 25 aprile

Dal 23 al 25 aprile, a Roma sarà ancora Festa della Resistenza. Per il secondo anno consecutivo, nella...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi!”, una petizione popolare da sottoscrivere

Il 21 febbraio scorso, il Senato della Repubblica ha approvato un disegno di legge per cancellare...
empty alt

Nuovo censimento delle piante in Italia, in più 46 specie autoctone e 185 aliene

Secondo il nuovo censimento delle piante in Italia, che ha aggiornato i dati del 2018, sono 46 in...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top