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Venerdì, 25 Set 2026

Ieri papa Francesco, parlando al convegno "Uomo-Donna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni", ha detto che "oggi il pericolo più brutto è l'ideologia del gender che annulla le differenze". Ha quindi aggiunto: "Ho chiesto di fare studi a proposito di questa brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale; cancellare la differenza è cancellare l'umanità. Uomo e donna, invece, stanno in una feconda tensione".

Ora dire che oggi "l'ideologia del gender" sia "il pericolo più brutto", di fronte a tanti e più concreti mali e pericoli che affliggono l'umanità da Bergoglio stesso denunciati più volte, a cominciare dalla "terza guerra mondiale a pezzi", è sembrato ai più senz'altro un'esagerazione.

L'affermazione, molto poco francescana, infatti, ha mandato in sollucchero la destra in genere che questa ideologia o teoria che dir si voglia ha preso a pretesto per attaccare il movimento Lgtb+ e i diritti dei diversi.

Nel merito della questione penso da laico, proprio in nome del rispetto di quelle diversità che papa Francesco dice di voler difendere da chi vorrebbe cancellarle, che ognuno ha diritto di manifestarsi per quello che sente di essere anche dal punto di vista sessuale. A queste persone umane la Costituzione riconosce, nell'art. 3, i diritti di eguaglianza. Perché è qui il vero e concretissimo problema ancora non assolto.

La prevaricazione, l'oscurantismo, il sanfedismo, l'integralismo, in questo caso religioso, cominciano là dove si pretende di imporre leggi e regole dello Stato ispirate ai propri convincimenti religiosi o di altra filosofica provenienza. Anche quando si ritiene l'ideologia gender esageratamente "il pericolo più grande". Ognuno può ispirare la propria vita ai propri convincimenti e la Chiesa può raccomandare ai suoi adepti di osservare i suoi e di fare le sue battaglie culturali - e non mi sfugge che anche in questo campo l'innovazione di Francesco è profonda e la tensione dialettica interna all'ecclesia è alta - ma nessuno ha il diritto di imporli agli altri.

Si chiama laicità.

E ogni tanto, per evitare ogni tentazione, è meglio ricordarla anche a papa Francesco.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
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