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Lunedì, 21 Set 2026

A chi ricorda la triste storia delle guerre dell’oppio del XIX secolo fra l’impero britannico e quello cinese, motivata dalla volontà dei britannici di vendere l’oppio prodotto in India in Cina, i dati rilevati da Ocse sul consumo di oppiodi nel mondo, e i decessi ad esso correlati, suoneranno come un tardivo contrappasso, che sarebbe divertente, se non fosse tragico.

Gli Stati Uniti, che dell’impero britannico sono indiscussi eredi, sono i campioni nel consumo di queste sostanze, alle quali pagano un prezzo altissimo in vite umane, persino raddoppiato nell’ultimo decennio.

E l’India, in particolare i maschi indiani, si segnala per il suo livello di consumatori. Chi di oppio ferisce di oppio perisce, si potrebbe dire. Oppure che le colpe dei padri ricadono sui figli, pure se in questo caso sarebbero i tris-nipoti.

Fuori dalle battute rimane il fatto: le guerre dell’oppio, che approfittano della fragilità per far soldi, non sono ancora finite. E fanno ancora molte vittime.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
coautore del libro “Il ritmo della libertà”
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