Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 13 Lug 2026

Netanyahu ha attaccato i siti nucleari dell'Iran. Gli Usa ridono sotto i baffi. L'attacco mette ancor di più in pericolo, e che pericolo!, la pace in Medio Oriente.

Netanyahu con la sua politica di potenza subregionale mette in pericolo tutti, non solo i palestinesi di Gaza e Cisgiordania. La sua politica cerca di insinuarsi tra le contraddizioni fra sciiti e sunniti nel mondo islamico e a far tacere l'opposizione in Israele ed ebraica nel mondo.

Trump lo appoggia e pensa con questo attacco dissennato di costringere l'orribile regime islamico dei pasdaran e degli ayatollah a venire a più miti consigli. Il risultato è che, così facendo, si deprimono le opposizioni al regime iraniano e si alimentano tutti gli estremismi in gran parte fondati sull'integralismo religioso di ogni tipo, anche quello della destra israeliana di Smotrich e Ben Gvir.

Non è questa la strada per la pace. Lo dicono le stesse reazioni dei paesi arabi sunniti.

L’Oman, paese mediatore tra Stati Uniti e Iran negli attuali negoziati indiretti sul nucleare, in una dichiarazione, definisce l'attacco israeliano "escalation pericolosa e sconsiderata" che "viola i principi del diritto internazionale" e che "Ciò rappresenta un comportamento aggressivo inaccettabile e persistente, che mina le fondamenta della stabilità nella regione", e sottolinea che "Israele è responsabile di questa escalation e delle sue conseguenze".

Il Qatar, paese mediatore nei colloqui tra Hamas e Israele per Gaza, ha condannato con fermezza l’attacco aggiungendo che "la pericolosa escalation minaccia la sicurezza e la stabilità della regione e ostacola gli sforzi per de-escalation e raggiungere soluzioni diplomatiche".

Anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno denunciato l’attacco con la massima fermezza e hanno espresso preoccupazioni per le conseguenze sulla stabilità regionale. La monarchia saudita, in una nota, afferma che "Mentre il regno condanna questi attacchi efferati, la comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza hanno la grande responsabilità di porre immediatamente fine a questa aggressione".

Questa è la strada che inasprisce ancor più la guerra di potenza e dei fatti compiuti, a cominciare dalla mattanza di Gaza e della pulizia etnica dei palestinesi.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top