Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 03 Gen 2026

Nella lunga ricognizione che abbiamo iniziato sullo stato di salute delle infrastrutture strategiche africane, il digitale è sicuramente l’ultimo arrivato, ma il primo in un’economia che si vuole sempre più smaterializzata. Il che sembra a dir poco ironico per un continente che manca di molte cose essenziali, o ne è molto poco dotato.

Ma che si tratti di una necessità, quella di dotare l’Africa di una infrastruttura digitale di ultima generazione, non lo dicono solo il buon senso e la demografia, che vede una marea di giovani africani. Lo illustrano con chiarezza anche i corposi investimenti che il capitale internazionale, ma anche quello africano, stanno dedicano alla costruzione di queste infrastrutture, a cominciare dalla dotazione di cavi sottomarini, che il grafico (in basso) riassume. 

Ma, prima di parlare di cavi, ci sono ovviamente le reti mobili. L’ultimo rapporto di Africa Finance Corporation (AFC) ci racconta che ormai la copertura di reti mobili ha raggiunto il 90% della popolazione, anche se la copertura 5G è ancora quasi assente, ma al tempo stesso permangono gravi ritardi nell’adozione digitale. Solo quattro africani su dieci sono on line a causa di una persistenza mancanza di mezzi. Nel senso che non ha abbastanza soldi per comprare un device e pagare una connessione. Non solo. Ci sono grosse carenze nell’alfabetizzazione digitale e permangono diversi vincoli regolatori nei mercati di riferimento che complicano non poco la diffusione delle tecnologie.

Il risultato è che esiste un profondo divario fra le aree rurali e la città, dove si concentra la gran parte del traffico digitale e quindi la crescita del settore. Un pattern che abbiamo già osservato guardando anche al resto della dotazione infrastrutturale. L’Africa rischia di trasformarsi in un’enorme ciambella con dentro l’enorme buco delle aree rurali.

I cavi infatti, com’è ovvio, arrivano nelle zone costiere, dove sorgono anche i data center. Da lì in poi bisogna stendere chilometri di fibra terrestre e al tempo stesso potenziare la rete mobile, trovando anche il modo di attrezzare la popolazione con gli strumenti necessari per cavalcare questo sviluppo.

Al momento, Nigeria, Egitto e Kenya stanno emergendo come hub digitali, ma AFC stima che servano almeno sette miliardi l’anno di investimenti per colmare il divario all’interno del continente. Uno sforzo quanto mai necessario. “La collaborazione pubblico-privato in materia di DPI (ad esempio, ID digitale, pagamenti elettronici) e condivisione delle infrastrutture (ad esempio, fibra su linee elettriche o ferrovie) offre opportunità scalabili e ad alto impatto. Questi modelli riducono i costi, ampliano la portata dei servizi e stanno guadagnando terreno in tutto il continente”, scrive l’AFC.

Ma alla base di questo sviluppo ce n’è un altro che osserveremo in un altro posto: quello delle infrastrutture energetiche. “L’energia è la spina dorsale invisibile del futuro digitale dell’Africa. Data center, torri e piattaforme cloud richiedono energia stabile, pulita e a basso costo. L’attuale deficit energetico dell’Africa, e la dipendenza dal gasolio, aumentano i costi e limitano l’espansione. Ma con il settore ICT che ora è il principale acquirente di energie rinnovabili a livello globale, il potenziale di energia pulita dell’Africa rappresenta un vantaggio competitivo”.

l digitale, insomma, è l’ultima frontiera dell’Africa, per la semplice ragione che porta con sé lo sviluppo di una serie di infrastrutture complementari e accessorie. L’energia, intanto, ma costruire una infrastruttura energetica significa avere una infrastruttura di trasporto e disponibilità di beni e servizi quindi stare dentro le catene commerciali del valore.

Per dirla semplicemente, una volta che tutti gli africani saranno on line, l’Africa avrà fatto il suo balzo in avanti. E dopo chissà.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
coautore del libro “Il ritmo della libertà”
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Tanta ancora vita” di Viola Ardone, più voci narranti cariche di dolore

Tanta ancora vita di Viola Ardone - Giulio Einaudi Editore, 2025 - pp.320, euro 19,00.
empty alt

Stalking nei confronti dell'ex coniuge legittima la perdita del posto di lavoro

La recente ordinanza della Cassazione n. 32952/2025, pubblicata il 17 dicembre scorso, segna un...
empty alt

Da UniPi un messaggio di pace di 180 metri che si vede dal cielo

Nella campagna di San Piero a Grado, alle porte di Pisa, un’area di circa tre ettari di tappeto...
empty alt

Tumore del colon retto: identificato nuovo potenziale bersaglio terapeutico

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, coordinato dalla...
empty alt

Paesi asiatici e tecnologia made in Usa salvano il commercio nel 2025

I flussi commerciali del 2025, scrive Ocse nel suo ultimo outlook sull’economia internazionale,...
empty alt

“Primavera”, film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo

Primavera, regia di Damiano Michieletto, con Tecla Insolia (Cecilia), Michele Riondino (Antonio...
Back To Top