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Lunedì, 06 Apr 2026

Comunicato stampa

Venerdì 14 novembre, all'Istituto di Scienze Neurologiche di Piano Lago - Mangone (Cs), si è ripercorsa l’assurda storia che, sin dal 2011, ha visto il presidio di ricerca medica del Cnr in Calabria al centro di un immotivato piano di smantellamento.

A parlare dell’accaduto, insieme al personale dell’istituto, Usi-Ricerca ed il consigliere regionale Mimmo Talarico (candidato nella" Lista Oliverio Presidente" alla elezioni di domenica prossima per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria), due tra i principali protagonisti della battaglia a tutela della funzionalità del presidio, che garantisce a migliaia di pazienti calabresi l'accesso a servizi diagnostici specialistici per la cura di malattie rare del sistema nervoso, su cui l’istituto svolge importanti studi scientifici.

La detta ipotesi di smantellamento, giova ricordarlo, si inseriva nell’ambito della politica regionale che prevedeva l’utilizzo di 18 milioni di euro di fondi destinati alla ricerca per la costruzione di tre nuove palazzine da adibire a sedi del Cnr in Calabria.

Il piano di smantellamento, anche se per ora neutralizzato, ha determinato la temporanea interruzione delle attività di diagnostica specialistica del Cnr di Mangone, con notevole aggravio di costi per la collettività ed i tanti pazienti, costretti a migrare in altre regioni per usufruire dei servizi sanitari specialistici equivalenti, nonchè il rallentamento delle attività di ricerca per mancanza di pazienti.

Le attività diagnostiche, funzionali alle ricerche condotte dal Cnr-Isn di Pano Lago, sono riprese solo il primo agosto 2013, con il ripristino della convenzione con il Servizio Sanitario Regionale.

Il negativo esempio offerto dalla vicenda dell'Isn Cnr, ha offerto lo spunto per una riflessione sulle esigenze dei ricercatori calabresi e su come orientare o meno il sostegno regionale alla ricerca pubblica.

All'incontro di ieri hanno partecipato anche molti ricercatori di altre eccellenti realtà scientifiche Cnr della provincia (Istituto per i Processi Chimico-Fisici; Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni; Istituto per l’Inquinamento Ambientale; Istituto per i sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo), i quali hanno rappresentato l’insufficienza delle risorse regionali per la ricerca e la sproporzione con quanto investito nelle regioni limitrofe.

“L'auspicio di Usi-Ricerca - ha concluso Ivan Duca - è che la nuova classe dirigente regionale comprenda che la conoscenza e la ricerca scientifica possono essere la chiave di svolta ed il volano dello sviluppo calabrese e che, quindi, esse vengano sostenute, investendo adeguate risorse per l’assunzione di personale e per le attività scientifiche, piuttosto che nella cementificazione del territorio, di cui la Calabria e il Cnr non hanno certamente bisogno”.

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