Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm Kiefer, un ciclo di trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate, figure femminili che hanno segnato la storia della conoscenza e della sperimentazione scientifica, ma che per secoli sono rimaste nell’ombra.
Il progetto, pensato appositamente per la Sala delle Cariatidi, mette in dialogo le opere con un’architettura segnata dalla distruzione: le cariatidi ferite diventano metafora dell’oblio subito dalle donne alchimiste, accomunate a esse in una condizione di perdita che Kiefer trasforma in riflessione e riscatto.
Al centro dei suoi teleri emergono volti e corpi di figure storiche come Caterina Sforza, Isabella Cortese, Maria la Giudea, Marie Meudrac, Rebecca Vaughan, Mary Anne Atwood e Anne Marie Ziegler. Donne alchimiste e scienziate ante litteram, pioniere nello studio delle proprietà medicinali delle erbe, nella distillazione e nella preparazione di rimedi terapeutici e cosmetici, capaci di orientare la pratica alchemica verso risultati concreti più che verso la speculazione esoterica.
La pittura di Kiefer, materica e simbolica, stratifica materiali e segni che evocano tempo, memoria e trasformazione. Il ciclo mette in parallelo la ferita inflitta dalla Storia a queste donne con quella subita dall’architettura che le ospita: entrambe portatrici di una bellezza mutilata, ma ancora carica di forza e significato.
Attraverso Le Alchimiste, Kiefer esplora i grandi temi della sua ricerca — mito, memoria collettiva, identità, distruzione e rigenerazione — restituendo finalmente nome, volto e dignità a queste figure femminili, ricostruite a partire da rare fonti storiche e interpretate con libertà poetica.
Curata da Gabriella Belli, la mostra si configura come un omaggio potente alle energie creative e intellettuali delle donne: un coro di presenze che riaffiora dalla storia, ricordandoci il valore del loro sapere e della loro eredità.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
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