Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 25 Ago 2026

Redazione

Il divieto mondiale di bombe a grappolo, entrato in vigore il 1° agosto, rappresenta il più significativo trattato umanitario e di disarmo degli ultimi 10 anni, ha dichiarato Amnesty International. La Convenzione sulle munizioni a grappolo, che vieta queste bombe e obbliga gli stati ad assistere le vittime e a bonificare i terreni contaminati dalle munizioni, avrà efficacia vincolante per i paesi che l'hanno firmata e ratificata, compresi Giappone, Messico, Niger, Spagna e Regno Unito.

"Questo trattato è un cruciale passo avanti verso la protezione dei civili, durante e dopo il conflitto, da quest'arma crudele e indiscriminata" - ha dichiarato Sauro Scarpelli, responsabile della campagna sulle armi di Amnesty International.


"Come col trattato che ha vietato le mine antiuomo nel 1997, questa convenzione è un vittoria storica per gli organismi della società civile nel mondo e mostra che i governi sono disposti a porre fine alle sofferenze dei civili causate dalle bombe a grappolo".

Amnesty International e centinaia di altre organizzazioni non governative e sopravvissuti alle esplosioni  di indiscriminate bombe a grappolo hanno lavorato per un divieto totale delle munizioni a grappolo.

Adottata a Dublino il 30 maggio 2008 e aperta alla firma a Oslo nel dicembre dello stesso anno, la Convenzione vieta l'uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni a grappolo.

Dispone, inoltre, che gli stoccaggi siano distrutti entro otto anni, le aree contaminate dalle munizioni a grappolo siano bonificate in 10 anni e che sia garantita assistenza ai sopravvissuti e alla comunità colpite da queste armi.

Fino ad oggi, 107 paesi hanno firmato la Convenzione e 37 l'hanno ratificata. Tra questi anche stati che hanno usato e prodotto munizioni a grappolo, così come i paesi colpiti.

L'ultimo  ricorso confermato a queste armi nell'ambito di  un grande conflitto armato condannato  a livello internazionale risale all'agosto 2008 quando, nel conflitto sull'Ossezia del sud, Russia e Georgia usarono munizioni a grappolo.

Nelle recenti settimane, Moldova e Norvegia hanno distrutto gli ultimi loro stoccaggio di munizioni a grappolo, aggiungendosi alla Spagna che vi aveva provveduto lo scorso anno.

Quasi una decina di altri stati hanno iniziato la distruzione, compreso il Regno Unito, il più grande ex utilizzatore e produttore di munizioni a grappolo.

Amnesty International ha chiesto a tutti i governi, che non hanno ancora firmato il trattato, di farlo immediatamente e di impegnarsi a proteggere i civili dagli effetti mortali di un conflitto armato.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
Back To Top