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Giovedì, 30 Apr 2026

L’eugenetica. Il pericolo delle buone intenzioni di Lucetta  Scaraffia, Edizioni Morcelliana, Brescia, pp.320, euro 25.

Recensione di Roberto Tomei

L’eugenetica comprende tutti gli studi fatti per migliorare la specie umana, sia eliminando i tratti negativi che promuovendo i caratteri positivi.

L’autrice, in forma chiara e brillante, ne ripercorre la storia, identificandone le radici nel pensiero di Malthus e Darwin, e  sottolineando l’intreccio di motivi culturali e scientifici che caratterizzò l’ideologia eugenetica.

A creare il termine eugenismo fu proprio un cugino di Darwin, tale Francis Galton, ma a far salire  la genetica agli altari accademici fu Karl Pearson, che insegnava matematica applicata a Londra,  senza però disdegnare la scienza statistica, alla quale diede notevoli contributi nello studio delle “curve di densità”.

L’eugenetica conobbe poi un notevole sviluppo negli Stati Uniti (dove tra il 1907 e il 1939 si sterilizzarono trentamila  criminali e internati nei manicomi, ma sembra che tali pratiche siano continuate fino agli anni settanta del secolo scorso), in Danimarca (che nel 1929 iniziò a sterilizzare gli internati negli asili psichiatrici), in Svezia ( dove tra il 1935 e il 1976 si praticarono oltre sessantamila sterilizzazioni) e in Svizzera ( dove nel 1926 si tentò di imporre la sterilizzazione delle donne troppo prolifiche).

Se la fortuna dell’eugenetica nella Germania nazista è storia nota, questo suo “successo” nei regimi democratici lascia assai perplessi, almeno quanto la simpatia di cui godette in certi ambienti cattolici.

Avversata apertamente dalla Chiesa sin dal 1930, sull’utilità dell’eugenetica non aveva dubbi invece padre Agostino Gemelli.

Prima di leggere questo libro, non avrei mai pensato che l’eugenetica avesse avuto una storia così trasversale. (Roberto Tomei)

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