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Sabato, 19 Set 2026

Criminal, di Ariel Vromen, con Kevin Costner, Gary Oldman, Tommy Lee Jones, Alice Eve, Ryan Reynolds, Gal Gadot, Antje Traue, Michael Pitt, Scott Adkins, Doug Cockle, Robert Davi, durata 117’ nelle sale dal 14 aprile 2016 distribuito da Notorious Pictures.

Recensione di Luca Marchetti

Dopo il glaciale The Iceman, il biopic sul temutissimo sicario Richard Kuklinski, interpretato da un Michael Shannon in gran spolvero, il regista israeliano Ariel Vromen torna nelle sale con un altro film di genere.

Criminal, infatti, è un action-thriller di mestiere, che vede il criminale Jerico Stewart collaborare, suo malgrado, con la Cia per sventare i piani di un gruppo terroristico.

Nonostante il cast davvero clamoroso messo insieme da Vromen (si va da Gary Oldman a Tommy Lee Jones, passando per la splendida Gal Gadot e il cammeo del divo Ryan Reynolds), il film si poggia totalmente e irrimediabilmente sulla performance muscolare di Kevin Costner.

In un ruolo che sembra quasi pensato per Liam Neeson, l’attore irlandese diventato il nuovo pilastro di un cinema d’azione onesto ma dalle scarsissime pretese intellettuali, Costner regala un’interpretazione massiccia nella veste di criminale spietato ma costretto a fare la cosa giusta.

Il suo Jerico, però, non è un mostro bidimensionale, una macchina per uccidere priva di emozioni. Grazie alla trovata fantascientifica della trama (al criminale sono impiantati i ricordi dell’agente che indagava sui terroristi) il personaggio assume una dimensione emotiva inedita, ben supportata dalla prova di Costner.

Il casting del protagonista di Balla coi lupi, scelta che ricorda il modus operandi delle produzioni di Luc Besson (prendere un attore da cinema di autore e vestirlo da star d’azione), è efficace visto che Costner, nel pieno di un nuovo sottovalutato rinascimento recitativo della sua carriera, regala al suo “eroe” la credibilità fisica e la profondità emotiva.

La sua presenza traina letteralmente la pellicola, permettendo a tutti i suoi compagni di scena di essere a proprio agio con ruoli meno sviluppati e meno interessanti (soprattutto Tommy Lee Jones che, dopo lo spaesamento iniziale, sembra convincersi sequenza dopo sequenza).

La trama di Criminal, però, non brilla certo di originalità. Lo script essenziale della coppia Weisberg-Cook saccheggia spunti e idee da tantissime opere di genere, da Face-off di John Woo all’ultimo remake di Robocop, organizzando una struttura narrativa che possa essere ben diretta dal regista.

La mano scolastica e precisa di Vromen, infatti, ha buon gioco nel portare la storia di Jerico all’interno delle sue fredde atmosfere estetiche, confezionando un onesto prodotto .

Criminal, dunque, con tutte le sue ingenuità e semplicistiche soluzioni, è una pellicola che non si vergogna delle proprie (basse) ambizioni, aspirando solo all’intrattenimento puro del proprio pubblico.

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