Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 04 Mar 2026

Con Flaiano e Fellini a via Veneto di Giovanni Russo, editore Rubbettino, Soveria Mannelli, 2017, pp.212, euro 14.

Recensione di Roberto Tomei

Il libro racconta cinquant’anni di vita romana attraverso i ricordi di un osservatore/protagonista destinato a una grande carriera nel giornalismo italiano, iniziata al Mondo di Pannunzio e terminata, dopo diversi decenni, al Corriere della Sera.

Al centro di tante cronache e storie sta, come dice il titolo, via Veneto, l’attraente strada della Dolce Vita, simbolo per chi l’ha frequentata nell’epoca sua più gloriosa, cioè dagli anni Cinquanta fino alla metà dei Sessanta, “di una Roma che usciva dalla guerra e dalla fame, di un Paese che aveva la volontà di ricostruire e di godere dei piaceri della vita”.

La strada, come tutti sanno, già da tempo non è più quella di una volta e, come dice l’autore, “potrà veramente rinascere solo se ritornerà, senza forzature e pacchianerie, a essere un luogo piacevole per ritrovarsi e per tornare a sperare in un futuro migliore” … ”Non bisogna far nulla di straordinario. Basterebbe di nuovo riaprire i suoi caffè. A poco a poco gli uomini e le donne vi tornerebbero e gli stranieri improvvisamente si accorgerebbero che via Veneto è tornata a essere quella di prima”.

Il motivo per il quale a quel tempo via Veneto appariva una strada così straordinaria è individuato dall’autore nella presenza dei caffè in cui si ritrovava la società letteraria e cinematografica romana. Una vera e propria “costellazione”, che aveva in alto, verso gli archi di Porta Pinciana, il Bar Rosati e, di fronte, il Bar Strega. Gli altri due angoli della “costellazione” erano, in basso, costituiti dal Caffè Doney e dal Cafè de Paris, questi, come quelli, popolati da personaggi celebri e meno celebri, tutti animati dal “gusto di una vita sociale e culturale autentiche”, la cifra (forse) irripetibile di quel tempo che l’autore giustamente ricorda con nostalgia.

Altri luoghi della memoria ricordati da Russo sono il Caffè Rosati in piazza del Popolo e la Trattoria Cesaretto di via della Croce: nel primo ”sono nati amori e progetti televisivi, soggetti di film, inchieste giornalistiche, polemiche politiche. Rosati è stato fino agli anni della tv un luogo cosmopolita, un centro dei protagonisti del successo letterario e artistico e dei giovani che vi aspiravano”. I pittori che vi si radunavano erano al centro di un’attività artistica che rendeva Roma negli anni Cinquanta e Sessanta la città che faceva concorrenza a New York e Parigi: quello che pochi sanno è che erano gli artisti americani a venire a Roma a spiare e curiosare, dal famoso Rauschenberg a De Kooning. La seconda, la Trattoria Cesaretto, fondata nel 1889 e tuttora rimasta quasi identica, era anch’essa un ambiente familiare/cosmopolita. Rischiò di chiudere nel 1980 perché il proprietario delle mura aveva ottenuto lo sfratto, ma a salvarla intervenne una parte della cultura romana, che si recò dall’allora ministro dei Beni Culturali, Biasini, e riuscì a ottenere un vincolo che ne garantì la continuità. Mario Soldati scrisse un bellissimo elzeviro sul Corriere della Sera intitolato "Come Chez Maxim" e Cesaretto si salvò.

Del gran numero di personaggi che affollavano questi salotti all’aperto e laboratori di idee dà ampiamente conto l’indice dei nomi in calce al libro, opportunamente corredato anche di bellissime foto di Mario Dondero.

tomei nuovo ridottoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top