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Giovedì, 21 Mag 2026

La biologia moderna, nata ai primi del Novecento, si è affermata nella seconda metà del secolo come la grande scienza contemporanea.

Dalla scoperta del DNA nel 1953 al sequenziamento del genoma umano nel 2001, fino alla scoperta della possibilità di "editarlo" del 2012, sono derivati scenari di conoscenze e di applicazioni prima inimmaginabili.

La velocità con cui queste conoscenze sono state acquisite e i risvolti che esse hanno comportato, non solo nel campo della medicina, ma anche sul piano etico, culturale e sociale, hanno scosso l’immaginario collettivo e individuale, mettendo in discussione valori consolidati e modificando l’apparato simbolico che riguarda la nascita, la morte e il corpo.

Il ruolo delle donne in questo percorso è stato fondamentale, non solo perché la loro presenza rappresenta oggi il 60% delle ricercatrici nei laboratori, ma per le figure di eccellenza che hanno dato i contributi più importanti.

La vicenda di Nettie Stevens, che ha scoperto nei cromosomi X e Y la base ereditaria del sesso, può essere accomunata a quella di Rosalind Franklin, che fornì le prove sperimentali della struttura del DNA: entrambe, infatti, subirono il furto della loro scoperta da parte di ricercatori senza scrupoli che ricevettero il Nobel al posto loro senza vergognarsi.

Barbara McClintock ha rivoluzionato le basi della genetica classica e Lynn Margulis quelle dell'evoluzione, le Nobel, Elizabeth Blackburn e l’allieva Carol Greider, hanno aperto la strada per lo studio della longevità.

Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna hanno scoperto il sistema batterico Crispr, la tecnica di taglia e incolla che può essere usata nell'editing del genoma.

Per saperne di più sulle protagoniste della biologia: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, € 16, Ledizioni, Milano 2020. Disponibile in libreria e on-line su Ledizioni, Amazon, IBS, Feltrinelli, anche in versione e-book a € 6.99.

(6 - continua)

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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