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Lunedì, 11 Mag 2026

“Nei giorni scorsi un eminente matematico, il Professor Emmy Noether, che in precedenza ha lavorato nell’Università di Göttingen e negli ultimi due anni ha fatto parte del Bryn Mawr College, è morta a 53 anni. Secondo il giudizio dei più competenti matematici contemporanei Fräulein Noether è stata il genio matematico più importante da quando le donne hanno avuto accesso all’istruzione superiore”.

È Albert Einstein a salutare così Emmy Noether nell’ultimo paragrafo del necrologio pubblicato sul New York Times il 3 maggio 1935.

Emmy Noether era nata in Baviera, a Erlangen, nel 1882, da una famiglia ebrea. Studiò lingue e alla maturità passò l'esame di abilitazione all'insegnamento. Decise di frequentare Matematica nell'Università della sua città, dove Fritz (uno dei tre fratelli) era studente e il padre docente, ma, essendo donna, poteva farlo solo come uditrice.

Dopo due anni di solo ascolto, passò il test per il dottorato e dopo altri cinque diventò la seconda donna laureata in quel corso di studi. Avrebbe voluto insegnare, ma non poteva: non era un uomo. Emmy cominciò allora ad aiutare il padre, prima nelle ricerche e nelle lezioni sostituendolo quando era malato, fino a pubblicare sotto il nome del padre gli aggiornamenti alle sue scoperte.

Dopo molte lotte contro il corpo docente dell'università, ottenne un piccolo incarico presso l'ateneo di Gottinga, chiamata dal grande matematico David Hilbert. Era la prima volta che Emmy poteva esprimere il suo sapere con il suo vero nome, anche se non ricevette alcun salario per i primi tre anni.

Attorno a lei si formò un gruppo di studenti particolarmente affezionati e Emmy si dimostrò una docente appassionata non solo a quello che insegnava, ma anche allo sviluppo personale di ciascuno di loro.

Alcuni dei "Noether's boys" divennero grandi matematici e inserirono il nome della loro maestra come fonte della loro sapienza e passione matematica.

Divenne famosa in ambito accademico, ma nel 1933, quando il nazismo salì al governo, vietò agli ebrei ogni possibilità di insegnamento. Il fratello Fritz fuggì in Russia e Emmy negli Stati Uniti al Bryn Mawr College dove, per la prima volta nella sua vita, trovò colleghe donne con le quali avrebbe legato moltissimo.

Emmy fondò la Teoria degli anelli in Algebra e in Fisica rivoluzionò il mondo della scienza degli anni Venti con il cosiddetto “teorema di Noether” del 1915, che mostra la connessione tra simmetrie e leggi di conservazione. Un lavoro che colpì talmente l’ammirazione di Albert Einstein da volerla come collaboratrice.

Emmy morì nel 1935 dopo un intervento per un tumore pevico, aveva 53 anni.

Per saperne di più sulle grandi matematiche: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, € 16, Ledizioni, Milano 2020. In libreria e on-line anche in versione e-book a € 6.99.

Sara SestiSara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
https://www.facebook.com/sara.sesti13

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