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Giovedì, 05 Mar 2026

Aftersun, di Charlotte Wells, con Paul Mescal - Calum, Celia Rowlson Hall - Sophie adulta, Frankie Corio - Sophie, Kayleigh Coleman - Jane, Sally Messham - Belinda, Harry Perdios - Tobia, Ruby Thompson - Laura, Brooklyn Toulson - Michael; Fotografia: Gregory Oke; Montaggio: Blair McClendon; Musica: Oliver Coates; Genere: Drammatico; Durata 96’; Gran Bretagna, USA 2022.

Recensione di Anna Sofia Caira

Aftersun, considerato dalla critica uno tra i migliori film del 2022 presentati ai festival, è in programmazione in alcune sale selezionate ed è disponibile su MUBI dal 6 gennaio.

È il primo film diretto dalla regista scozzese Charlotte Wells, ed è interpretato da Paul Mascal e dalla giovanissima Frankie Corio. È la storia di un padre in un’eterna adolescenza tormentata, Calum, e di sua figlia Sophie, che invece adolescente sta per diventarlo. Padre e figlia sono in un villaggio vacanze in Turchia per festeggiare i trentun anni di Calum. Comprendiamo presto che il punto di vista è quello di Sophie che, adulta, riguarda i filmini girati durante la vacanza con il suo papà. I ricordi di Sophie si intrecciano a sequenze distopiche in cui lei non ha più undici anni, è un’adulta, mentre Calum non è mai cresciuto.

Aftersun è un film che non ha bisogno di spiegare nulla, è la macchina da presa a guidarci, mostrandoci momenti intimi e permettendoci di sbirciare dentro l’esistenza di due anime estremamente fragili.

Calum quando non fa il padre lotta contro un profondo malessere, mentre Sophie vive le sue prime volte, nel passaggio decisivo dall’infanzia all’adolescenza.

Charlotte Wells ci racconta di un rapporto tra padre e figlia che non ha bisogno di gesti plateali, ma di piccoli momenti di infinita dolcezza, di carezze sul volto, di sorrisi. È Sophie l’unica ragione di esistere di Calum, solo con lei sembra tornare a respirare. Ed è forse questo che Sophie comprende riguardando i filmati, rimettendo insieme i pezzi di qualcosa che in quel momento, data la sua giovane età, forse non era riuscita a capire. È l’esistenza l’uno dell’altra il loro conforto: il fatto che condividano lo stesso cielo, dice Sophie al padre, la rende felice.

Sequenze rubate, nascoste dietro punti di vista inusuali, restituiscono tutta la drammaticità delle loro esistenze profondamente legate. Paul Mascal interpreta il ruolo di padre in modo straordinario, mostrandoci tutto il suo dolore che tenta a tutti i costi di nascondere alla figlia.

In quell’estate sospesa, Calum e Sophie si confortano a vicenda, creando ricordi che non possono mai veramente svanire nel nulla, perché è il loro amore infinito a renderli eterni.

Anna Sofia CairaAnna Sofia Caira
Critica cinematografica
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