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Sabato, 28 Mar 2026

Esterno notte, inizialmente un film di cinque ore e mezzo, poi diviso in due parti, è ora disponibile su Netflix, come serie tv, in sei puntate.

Diretto da Marco Bellocchio, è basato sul rapimento di Aldo Moro, il fatto di cronaca che ha sconvolto l’Italia del ‘78 e che il regista ha già portato sullo schermo nel 2003 con il lungometraggio Buongiorno, Notte.

Sebbene sia stato presentato al Festival di Cannes come lungometraggio, la suddivisione in diversi episodi risulta perfetta per il racconto, che ci permette di averne una visione a 360 gradi. Ogni episodio si concentra su un personaggio, sul suo rapporto con Moro, sulla sua storia: ogni storia costituisce un tassello, una verità, per cui ogni personaggio e la sua prospettiva ci permettono di costruire la realtà di quella tragedia.

Esterno notte è anche la storia dell’Italia di quegli anni, della Repubblica nel suo frangente più buio, dolente e paradossale. La storia è nota, ma Bellocchio ce la restituisce in modo raffinato e potente. Soprattutto, oltre a raccontarci del rapimento e di tutti gli aspetti più controversi della vicenda, oltre al finale tragico e purtroppo noto, ci mostra un altro scenario possibile. E se Moro non fosse stato ucciso? Un’altra storia politica, un’altra Italia ci sarebbe stata.

Bellocchio ci porta per un’istante in quella realtà alternativa, con estrema sensibilità ed empatia soprattutto nei confronti di Aldo Moro, interpretato da un incredibile Fabrizio Gifuni. Mimetico e carismatico, Gifuni rende omaggio al Presidente della DC come pochi prima di lui sono riusciti a fare, ottenendo infatti per il ruolo il David di Donatello come Miglior attore protagonista.

Nel cast anche Toni Servillo, che interpreta Papa Paolo VI, amico di Moro, che ebbe una funzione attiva nella vicenda. Anche per il suo ruolo, tormentato e controverso, Servillo risulta impeccabile. Poi Francesco Cossiga, il simbolo del senso di colpa dell’Italia intera per la morte di Moro, interpretato da Fausto Russo Alesi.

Bellocchio dà voce anche ai brigatisti, in modo particolare ad Adriana Faranda, ex militante delle Brigate rosse, interpretata da Daniela Marra. Infine, la straziante storia della moglie di Moro, Eleonora, ci viene raccontata da una sensibile Margherita Buy.

In ogni episodio ascoltiamo le loro voci e scopriamo qualcosa di nuovo rispetto alla dolorosa vicenda che sconvolse l’Italia intera.

Naturalmente, la verità è sempre parziale e sebbene i personaggi siano reali, sono allo stesso tempo astratti e simbolici. Come nella scena in cui Moro solleva una croce pesante durante la via Crucis, seguito da tutti i rappresentati della Democrazia cristiana dell’epoca. Per questo motivo la serie ha attirato a sé anche diverse critiche, la più importante sicuramente quella di Maria Fida Moro, per la quale il prodotto di Bellocchio non rispecchia la verità storica.

Essendo un’opera artistica, naturalmente non può essere che finzione ma, pur nella finzione, Bellocchio riesce a mettersi all’altezza della straordinarietà degli eventi: Esterno notte è, infatti, un prisma attraverso il quale vedere riflesso l’impatto che questa tragedia ha avuto sulla nostra storia.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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