Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 03 Apr 2026

Povere creature! (titolo originale: Poor Things), diretto da Yorgos Lanthimos, ha vinto a Venezia il Leone d’oro come miglior film. Con protagonisti Emma Stone, Mark Ruffalo, William Dafoe e Ramy Youseef, la pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1992 scritto da Alasdair Gray.

In una realtà distopica e surreale, in un grigio e tetro Ottocento, le vicende ruotano attorno al dottor Godwin Baxter e a Bella, una giovane donna da lui riportata in vita. Il dottore considera Bella una sua creatura e vorrebbe preservarla dai pericoli del mondo; per questo la tiene rinchiusa nella sua casa stravagante. Ma la creatura è estremamente curiosa: scopre il sesso, il piacere e il desiderio di avventura e, dopo aver conosciuto l’avvocato Duncan Wedderbun, decide di intraprendere con lui un viaggio attraverso i continenti, alla scoperta della libertà che fino a quel momento non era mai riuscita ad assaporare.

L’interpretazione di Emma Stone è sublime oltre che esilarante ed è probabilmente una delle più ardite della sua carriera fino ad ora, essendo un ruolo che l’ha certamente messa a dura prova dal punto di vista sia fisico che psicologico. Bella, infatti, nella sua precedente vita si è uccisa gettandosi da un ponte, ma della donna che prima abitava il suo corpo non è rimasto più niente.

Bella quindi rinasce, rivive e, giorno dopo giorno, cresce, diventando sempre più donna, consapevole e padrona della sua vita.

Lanthimos ci regala una fiaba a tratti disturbante, in modo irriverente e provocatorio. Sdogana ogni tabù rendendo il sesso il motore che permette a Bella di scoprire il mondo e se sé stessa e che le consente di ritrovarsi.

Bella è un personaggio completamente sfacciato, passionale, senza paura né alcun tipo di disinibizione. Non le importa delle convenzioni sociali perché non sa cosa siano e per questo è assolutamente libera.

Poor Things è un film diretto e sopra le righe, con una fotografia magistrale e una sceneggiatura che stupisce e coinvolge fino alla fine. Il gusto del macabro per Lanthimos è evidente anche in questo suo ultimo straordinario prodotto. Bella incontrerà, infatti, personalità profondamente meschine e raccapriccianti, senza però mai perdere quell’innocenza e la sua volontà di conoscere il mondo. Della vita ne assapora ogni momento, travolge ogni persona nel suo cammino in un universo senza paura né vergogna.

La regia è profondamente affascinante: grandangoli, campi lunghissimi e un’atmosfera spettrale nel bianco e nel nero o sfavillante e lucente travolta da colori accesi. Poor Things è un concentrato di stravolgente bellezza ed è molto probabilmente la grande sorpresa di Venezia 80.

anna sofia caira 130x130Anna Sofia Caira
critica cinematografica
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Aritmie gravi: impiantato elettrocatetere da defibrillazione più piccolo al mondo

A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica...
empty alt

Referendum 2026, stravince il NO nelle grandi città grazie agli elettori a minor reddito

L’analisi dei flussi elettorali rispetto al reddito nei quartieri delle grandi città, fornisce...
empty alt

Elezioni all’estero, unico segnale confortante dalla Francia

Mentre il No trionfava in Italia, all'estero si votava in Slovenia parlamentari, in Germania nella...
empty alt

Alzheimer e corrente elettrica: nuovo studio sull’evoluzione della malattia

La demenza di Alzheimer è la più frequente tra le malattie neurodegenerative e, con l’aumento...
empty alt

“Lo straniero”, film tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus

Lo straniero, regia di François Ozon, con Benjamin Voisin (Meursault), Rebecca Marder (Marie...
empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
Back To Top