12. 04. 2021 Ultimo Aggiornamento 12. 04. 2021

Istat, incarichi conferiti a una unità di personale in quiescenza finiscono in Parlamento

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta n.247 del Senato della Repubblica di ieri, 30 luglio 2020, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-03934, rivolto da due senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Elio Lannutti), che interrogano il Ministro per la pubblica amministrazione in merito ad incarichi ad una unità di personale dell’Istat, che sarebbero stati conferiti successivamente al collocamento in quiescenza della stessa.

Di seguito, il testo integrale del predetto atto.

“LANNUTTI, VANIN, TRENTACOSTE, MAIORINO, ACCOTO - Al Ministro per la pubblica amministrazione. - Premesso che:

l'Istituto nazionale di statistica (Istat) è ente pubblico di ricerca per la produzione dell'informazione statistica ufficiale, nonché di indirizzo e coordinamento del sistema statistico nazionale, ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989 n. 32, sottoposto a vigilanza da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri e al controllo da parte della Corte dei conti;

con deliberazione n. DOP/293/2019 in data 5 marzo 2019, a firma del presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, veniva collocata in quiescenza, a far data dal 1° maggio 2019, per sopraggiunti limiti di età, la dottoressa Patrizia Cacioli, dirigente tecnologo, con l'incarico di direttore centrale per la comunicazione;

con successive deliberazioni, tutte a firma del presidente Blangiardo, alla predetta dipendente veniva affidato l'incarico, a titolo gratuito, salvo rimborso di spese, corrisposto nei limiti fissati dall'organo competente dell'amministrazione interessata, come disposto dell'articolo 5, comma 9, della legge 7 agosto 2012, n. 135, di capo Ufficio Stampa, dapprima dal 2 maggio 2019 al 30 novembre 2019, con l'esplicita previsione che "l'incarico non è né rinnovabile né prorogabile"; poi, dal 1° dicembre al 31 gennaio 2020 e, infine, dal 1° febbraio al 30 aprile 2020, per complessivi 12 mesi, oltre i quali la citata legge n. 135 del 2012, come noto, vieta tassativamente il conferimento di incarichi, ancorché a titolo gratuito, al personale collocato in quiescenza dalla pubblica amministrazione;

a decorrere dal 1° maggio 2020, infatti, l'incarico di capo Ufficio Stampa veniva assegnato ad interim, senza alcun compenso aggiuntivo, alla dottoressa Serenella Ravioli, direttore della comunicazione subentrata alla dottoressa Cacioli al momento del suo collocamento in quiescenza (1° maggio 2019);

tra lo stupore generale di numerosi dipendenti dell'Istat, accadeva però che il nominativo della dottoressa Cacioli riappariva al 1° posto in un elenco del personale dello stesso Istat, allegato alla deliberazione DOP/622/2020 del 26 giugno 2020, a firma del direttore generale dell'ente, Michele Camisasca, autorizzato all'accesso nella sede di via Cesare Balbo n. 16 fino alla data del 31 luglio 2020, in quanto impegnato in attività indifferibili o che necessitano di essere svolte in presenza, e non da remoto,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda descritta;

se non ritenga necessario verificare a quale titolo la dottoressa Cacioli continui ad operare all'Istat, nonostante sia decorso, senza possibilità alcuna di proroga, il termine di un anno, durante il quale ha ricoperto, dopo il collocamento in quiescenza, l'incarico di capo Ufficio Stampa;

se non consideri utile conoscere l'ammontare del rimborso spese liquidato dall'Istat alla dottoressa Cacioli per la sua prestazione dal 3 maggio 2019 al 30 aprile 2020;

se voglia verificare se risponde al vero che al termine del predetto incarico di capo Ufficio Stampa, alla dottoressa Cacioli sia stato conferito, in violazione della richiamata legge n.135 del 2012, dal direttore centrale delle risorse umane, dottor Paolo Weber, l'incarico ad hoc di consigliere del Presidente dell'Istat per la cura dei rapporti istituzionali, figura di cui, però, non v'è traccia alcuna nello Statuto e nei regolamenti organizzativi dell'ente statistico, ma che, comunque, anche se fosse prevista, non potrebbe essere rivestita da ex dipendenti che, come la medesima dottoressa Cacioli, dopo la quiescenza, hanno già rivestito incarichi, a titolo gratuito, presso lo stesso ente della durata massima di un anno, come previsto per legge".

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RISPOSTA DEL MINISTRO ALL'INTERROGAZIONE

"Risposta all'interrogazione n. 4-03934
Fascicolo n.94

Risposta. - Nel periodo antecedente al collocamento in quiescenza, intervenuto il 1° maggio 2019, la dottoressa Patrizia Cacioli, dipendente di ruolo dell'Istituto con il profilo di dirigente tecnologo di primo livello professionale, ha ricoperto a più riprese l'incarico di direttore centrale per la comunicazione, maturando una lunga esperienza e una consolidata professionalità negli ambiti di competenza della direzione.

Nella seduta del 29 aprile 2019, il consiglio dell'istituto ha approvato il regolamento di organizzazione dell'ISTAT. L'articolo 25 del regolamento di organizzazione ha previsto, quale disposizione di prima applicazione, la proroga degli incarichi dirigenziali tecnici in essere sino al completamento delle procedure comparative per il conferimento degli incarichi, che sarebbero state avviate alla luce del nuovo assetto organizzativo dell'istituto, procedure da adottarsi entro i 150 giorni successivi all'entrata in vigore del regolamento. In tale contesto, acquisiti il parere favorevole del consiglio di istituto e la disponibilità dell'interessata, nelle more dell'adozione delle delibere organizzative e dell'espletamento delle conseguenti procedure comparative, con deliberazione del 2 maggio 2019 è stato conferito alla dottoressa Cacioli, per 6 mesi, l'incarico a titolo gratuito di responsabile della Direzione centrale per la comunicazione; l'incarico è stato successivamente prorogato fino al 30 novembre 2019.

Nella nuova organizzazione, le funzioni di comunicazione e diffusione sono state attribuite ad un'unica struttura organizzativa (Direzione centrale per la comunicazione, informazione e servizi ai cittadini e agli utenti), prevedendo, al contempo, la collocazione in staff alla presidenza dell'ufficio stampa, quale struttura organizzativa non dirigenziale e con dipendenza funzionale e amministrativa del relativo personale dalla Direzione generale.

All'esito della procedura comparativa e con decorrenza dal 1° dicembre 2019, l'incarico di direttore centrale per la comunicazione, informazione e servizi ai cittadini e agli utenti è stato conferito, per un triennio, alla dottoressa Serenella Ravioli.

Considerata l'esigenza di garantire l'immediato presidio della funzione di coordinamento dell'ufficio stampa e rilevato che la dottoressa Cacioli era in possesso della professionalità e dei requisiti richiesti dalla normativa, è stato contestualmente conferito alla dottoressa Cacioli l'incarico, di natura non dirigenziale e a titolo gratuito, di capo ufficio stampa. Tale incarico è cessato il 30 aprile 2020. A decorrere dal successivo mese di maggio e fino al 31 dicembre 2020, non essendo stato possibile, anche per il sopraggiungere dell'emergenza epidemiologica, espletare le procedure comparative per l'individuazione del relativo coordinatore e in considerazione della preannunciata evoluzione del quadro normativo in materia di comunicazione pubblica, la responsabilità dell'ufficio stampa è stata affidata ad interim alla dottoressa Serenella Ravioli, direttore centrale per la comunicazione, informazione e servizi ai cittadini e agli utenti dell'ISTAT.

Di contro l'Istituto, a seguito della dichiarazione dello stato emergenziale, si trovava impegnato in prima linea nella produzione e diffusione di dati ufficiali essenziali per le decisioni che il Governo avrebbe dovuto adottare per fronteggiare la pandemia. In questo contesto, l'Istituto ha ritenuto opportuno valorizzare la specifica professionalità maturata dalla dottoressa Cacioli, affidandole il compito di curare i rapporti tra gli organi di vertice dell'ente e i portavoce di istituzioni, di enti e di esponenti di governo e le relazioni con gli organi di informazione. L'incarico è stato affidato e svolto a titolo gratuito; il suo svolgimento non comporta la preposizione ad alcuna struttura organizzativa né l'esercizio di alcun potere direttivo o gestionale.

Anche il conferimento di tale ultimo incarico risulta conforme alla normativa di settore. In materia di conferimento di incarichi a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza, l'articolo 17, comma 3, della legge 7 agosto 2015, n. 124, ha infatti modificato ulteriormente l'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, restringendo ai soli incarichi dirigenziali e direttivi l'ambito di applicazione del limite annuale di durata e del divieto di proroga o rinnovo. In tale quadro normativo, più specificatamente, gli incarichi, le cariche e le collaborazioni a titolo gratuito, con il limite annuale per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, possono essere conferiti a soggetti in quiescenza, indipendentemente dalla finalità, quindi anche al di fuori dell'ipotesi di affrancamento al nuovo titolare dell'incarico o della carica.

Infine, dal collocamento in quiescenza ad oggi, la dottoressa Cacioli non ha percepito alcun corrispettivo per le prestazioni rese a favore dell'ISTAT. Nel medesimo periodo, l'unica tipologia di spese rimborsate alla dottoressa Cacioli riguarda i costi anticipati e documentati dall'interessata per lo svolgimento di trasferte per motivi istituzionali. In particolare, le sono stati rimborsati 280,70 euro per una trasferta di lavoro effettuata nel 2019; per le spese anticipate nel corso di ulteriori 4 trasferte (per le quali non è stata ancora perfezionata la procedura di liquidazione) sono state acquisite le relative parcelle di missione per un rimborso complessivo di 1.292,74 euro.

Il Ministro per la pubblica amministrazione
DADONE
(14 gennaio 2021)"


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