12. 12. 2019 Ultimo Aggiornamento 03. 12. 2019

Nutrie, tassi e volpi … senza argini

Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

Alcune sere fa, Enrico Mentana durante il suo TGLa7 ha fatto notare che i grandi mezzi di informazione hanno praticamente ignorato la grave alluvione che ha colpito la "Bassa" Emiliana, il Modenese in particolare. E dire che le immagini sono impressionanti. Forse perché non c'è stato un congruo numero di vittime benché tutt'ora si lamenti un disperso. Oppure perché di alluvioni in Italia ne abbiamo avute talmente tante negli ultimi anni che non fanno più notizia.

Pochi giorni prima, però, molta attenzione era stata dedicata alla frana in Liguria: quella che aveva fatto deragliare un treno e che solo per un pelo non lo aveva fatto precipitare in mare. Ancora: alcune settimane prima che si verificasse quella ligure, molta cura era stata data dai media all'alluvione in Sardegna.

Anche se non si può dimostrare, probabilmente si è preferito ignorare la catastrofe emiliana per esorcizzare un senso di delusione profonda.

Per molto tempo l'Emilia è stata additata in tanti giornali come straordinario modello di eccellente amministrazione pubblica, che poteva competere con i Paesi europei più civili e, magari, apparire all'avanguardia.

Particolare enfasi veniva data da tutti alla efficiente macchina di Protezione Civile Regionale e ai numerosi organi e consulenti, addirittura anche organizzati in una Commissione Grandi Rischi regionale, da cui la medesima efficiente macchina riceve le conoscenze necessarie per le sue attività. Attività che, fino al 2012, si erano però sempre svolte  in altre regioni e riguardavano soltanto la fase successiva all'evento: creazioni di tendopoli, cucine da campo di alto livello ...

Tutti davano per scontato che le attività di prevenzione fossero altrettanto eccellenti. Purtroppo le due scosse sismiche del 2012, non particolarmente violente, e l'alluvione di questi giorni hanno mostrato senz'ombra di dubbio che l'Emilia Romagna si trova, dal punto di vista della sicurezza, allo stesso livello della maggior parte delle altre Regioni italiane: un livello infimo e vergognoso per un Paese sviluppato.

Ciò che contraddistingue l'Emilia Romagna nelle situazioni di seria emergenza rispetto alle altre Regioni è la costante ricerca di responsabilità fantasiose.

L'alluvione di questi giorni è stata causata dal crollo di un segmento di un centinaio di metri di un argine del fiume Secchia. E' noto a tutti che il controllo sistematico degli argini è stato abbandonato per risparmiare.

E' stato abbandonato e affidato non si sa bene a chi e con quali procedure: comunque, a qualcuno che pochi mesi fa aveva garantito sulla  perfetta tenuta degli argini.

Per sviare l'attenzione dalle responsabilità degli addetti alla sicurezza si è fatta circolare la voce che le tane scavate da nutrie, tassi e volpi avevano fatto crollare tutto d'un colpo un segmento di argine lungo quanto un campo di calcio!

Non sto qui a raccontare le divertenti storielle che sono nate partendo da queste affermazione ridicola. E non giocherò sul ritorno del "segmento", di montiana memoria, che sembra una maledizione costante per l'innocente e laboriosa Emilia.

Non lo faccio, per rispetto delle attività brutalmente colpite di circa duemila imprese, che potrebbero determinare il rischio della perdita di migliaia di posti di lavoro. Non lo faccio, per rispetto verso le millecinquecento persone assistite dall'inizio dell'emergenza e per coloro che sono stati costretti a sfollare.

Seguendo la storia sul web, risultano molto chiare le colpe di questa ulteriore vergognosa  vicenda.

Si può  scoprire chi ha la responsabilità del controllo degli argini, quanto denaro viene investito in questa attività, quanti dirigenti "lavorano" nell'ente che ha appunto questo compito, quanto guadagnano ...

Il web è potentissimo ed è puramente illusorio 'scamparla", come sperano coloro che in Emilia dovrebbero occuparsi della sicurezza della Regione.

Mi aspetto anche di scoprire che qualcuno abbia già proposto strumenti e strumentini per monitorare gli argini e fare lauti guadagni. Gente che sistematicamente cerca di trasformare le questioni ambientali e le loro criticità in affari.

Quello che fa rabbia è che, annullando i controlli come venivano seriamente fatti nel passato, si è risparmiata una cifra modesta, poche decine migliaia di euro, mentre si sono così verificati danni per decine di milioni di euro. Milioni che, in un modo o nell'altro, verranno pagati dalla collettività.

E' evidente che non si possono impedire terremoti ed eruzioni vulcaniche mentre un'alluvione, come quella del Modenese, poteva essere evitata semplicemente con un po’ di manutenzione.

E' inutile ormai pensare a quante cose utili alla comunità potevano essere fatte con quei soldi. E non si può non ricordare, anche in questo contesto,  gli 1.8 milioni di euro che, secondo Il Resto del Carlino, sono stati devoluti alle cosiddette "spese pazze" dei consiglieri regionali.

Ma la cosa grottesca è che già si sente parlare, da parte del Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, di una Commissione, non è chiaro se internazionale, che dovrà stabilire gli effetti nefasti di nutrie, tassi e volpi sugli argini di un fiume, in una delle Regioni considerata all'avanguardia in molti settori.

Ma mi domando: avete mai visto una volpe o un tasso? E se volpi e tassi sono in grado di distruggere argini, si abbia il coraggio di dire con quali materiali e con quali tecniche sono stati costruiti!

Si abbia almeno il senso del ridicolo: se non si hanno le capacità tecniche per affrontare le difficoltà, si abbia il coraggio di ammettere i propri errori, e ci si faccia da parte.

La Commissione internazionale di 5 membri, di cui 3 italiani, costituita per stabilire se i terremoti di magnitudo 6 del 2012 erano stati generati da trivellazioni che fine ha fatto? Commissione che, a mio avviso, fu creata esclusivamente per distogliere l'attenzione dai veri responsabili del disastro cioè da coloro che consapevolmente  non recepirono le indicazioni della "Mappa di Pericolosità Sismica", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nove anni prima del terremoto, ma già disponibile fin dal 1998!

Si potrà conoscere un giorno la relazione finale di questa Commissione, che senz'altro esisterà, visto che è costata 50.000 euro di denaro pubblico?

Mi piacerebbe fare un esame di Sismologia elementare a questi "luminari", per vedere fino a che punto sono in grado di  sopportare la vergogna: non posso credere che siano stati sufficienti 10.000 euro a testa per far loro dimenticare il banale buonsenso!

Si può capire la loro disponibilità solo se ammettono di non aver nessuna esperienza sismologica e di non conoscere il principio di conservazione dell'energia.

Riuscirà la Commissione nuova a distogliere l'attenzione da responsabilità tanto evidenti?

E infine, tornando a Mentana: perché i grandi mezzi di informazione non parlano di questi argomenti?

Perché  hanno ignorato tanti aspetti rimasti "misteriosi" delle due scosse del 2012?

Per altre Regioni si è arrivati anche a dettagli imbarazzanti ... Strano che in Emilia non succeda!

*Geofisico


Sei arrivato fin qui...continua a leggere

banner iscriviti sindacato

Ti piace quello che leggi?

Se ci leggi e ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenedoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto: anche il costo di un caffè! 

 

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi. Utilizzando i nostri servizi, accetti le nostre modalità d'uso dei cookie. Per saperne di più