20. 01. 2018 Ultimo Aggiornamento 19. 01. 2018

50 anni dal terremoto del Belice

Nella notte fra il 14 e 15 gennaio del 1968, la Valle del Belice fu colpita da una sequenza di forti terremoti. La prima forte scossa ci fu alle ore 13:28 del 14 gennaio, con gravi danni a Montevago, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, una seconda alle 14:15; nelle stesse località ci fu un'altra scossa molto forte, che fu sentita fino a Palermo, Trapani e Sciacca. Due ore e mezza più tardi, alle 16:48, ci fu una terza scossa, che causò danni gravi a Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Margherita di Belice e Santa Ninfa. Nella notte, alle 02:33 del 15 gennaio, una scossa molto violenta causò gravissimi danni e si sentì fino a Pantelleria. Ma la scossa più forte si verificò poco dopo, alle ore 3:01, quella che causò gli effetti più gravi. A questa ne seguirono molte altre minori.

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Che Madre Terra sia clemente con noi anche nel 2018

Da tempo si sente parlare di un’ondata di caldo in Groenlandia con piogge e fusione di ghiacci in inverno. In Antartide due ghiacciai, detti dell’Apocalisse, ognuno grande più o meno come la Francia, fanno da argine a gran parte della calotta polare antartica. Costituiscono una tale quantità di ghiaccio che, se riversata negli oceani, alzerebbe di almeno 3 metri il livello del mare e sommergerebbe tutte le città costiere del Pianeta. Si sta cercando di stabilire la velocità e le modalità con cui eventualmente i due ghiacciai collasseranno. Per questo si sono ripercorse tutte le ere geologiche con particolare attenzione alla parte conclusiva dell’ultima era glaciale, quando le temperature globali si attestarono più o meno ai livelli attuali. Si è scoperto che, proprio come sta avvenendo in questi giorni, circa 11.000 anni fa i ghiacciai dell’Apocalisse crollarono improvvisamente allagando le coste del mondo.

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La previsione dei terremoti

Ogni momento succede incomparabilmente più di quanto si possa immaginare e ogni momento gli uomini hanno l’impressione che non succeda nulla. È assodato che non si può prevedere niente di determinato. Non esistono vere e proprie predizioni. Solo se sapessimo ciò che è stato potremmo predire ciò che sarà. Ma poiché in un passato lunghissimo sono accaduti infiniti eventi, ne consegue che ne accadranno infiniti altri. Ma è davvero determinante, è davvero risolutivo sapere come furono le cose e gli eventi passati? No, se l’oggetto dei nostri pensieri e delle nostre osservazioni è sempre lontano dall’equilibrio quasi a voler sfidare e a render vano ogni nostro tentativo di rappresentarlo compiutamente almeno in un certo istante per stabilire condizioni iniziali che ci aiutino a comprendere poi le cause e le leggi che ne regolano l’evoluzione. Quel che conta veramente è sapere come stanno le cose adesso e quali eventi si stanno verificando. Nessun passato esiste se non nel presente, e nulla è stato davvero se non ciò che ancora è.

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