19. 11. 2019 Ultimo Aggiornamento 05. 11. 2019

Petrolio, terremoti e … Science

Categoria: L'angolo di Boschi

di Enzo Boschi*

La vicenda delle estrazioni petrolifere dal giacimento del Cavone, sospettate di produrre contro ogni legge ed evidenza fisica terremoti in Emilia, a 20 km di distanza, sta conoscendo  nuovi sviluppi.

Il primo agosto è uscito un articolo sulla prestigiosa rivista americana Science in cui si racconta che l'ultimo Rapporto (americano, che chiarisce definitivamente tutto), apparso nei comunicati ufficiali il 7 luglio, in realtà è anteriore al Rapporto ICHESE. di molti mesi, se non di anni.

Science racconta che il rapporto finale sulla sperimentazione elaborato da sei esperti statunitensi non può in realtà essere considerato il risultato conclusivo delle sperimentazioni nel giacimento Cavone. Uno degli autori  ha infatti rivelato alla rivista scientifica che il Rapporto è stato commissionato dall’ENI nel 2012  e che in questo le istituzioni statali non vi hanno avuto alcun ruolo.

Che l'ENI si sia preoccupato tempestivamente e in maniera riservata delle possibili cause delle scosse emiliane dimostra l'intelligenza dei suoi manager. Dispiace scoprire che si rivolga all'estero, dimostrando purtroppo che non c'è più fiducia nelle istituzioni nazionali del settore.

Vincenzo Malara, su Il Resto del Carlino del 2 agosto scorso, evidenzia il fatto che la maggior parte del Rapporto americano è stata redatta molto prima dell’inizio della sperimentazione al Cavone. Lo stesso Rapporto sarebbe stato poi adattato per confermare, a posteriori, i dati  della sperimentazione.

In pratica, la sperimentazione è risultata del tutto inutile perché era già stato tutto chiarito con largo anticipo dallo studio commissionato dall'ENI.

Peraltro, che estrazioni petrolifere potessero generare scosse di magnitudo 6 a 20 km di distanza dal luogo di estrazione è assurdo come, da soli e per primi, abbiamo dichiarato immediatamente dopo che il 12 aprile scorso era trapelata la notizia, sempre grazie a Science. È sufficiente una normale conoscenza di Meccanica dei Continui e di Teoria della Frattura per escludere una simile evenienza.

Il Rapporto ICHESE era stato commissionato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ad altri sei "esperti" per "scoprire" le "vere  cause" delle scosse del 2012. ICHESE concludeva i suoi lavori affermando che non si poteva escludere che le scosse del 2012 in Emilia fossero state determinate dalle attività di estrazione petrolifere del giacimento del Cavone ma che non si poteva neanche dimostrare.

Il Rapporto era stato consegnato alla Regione nel febbraio di quest'anno ma era rimasto nei cassetti finché  SCIENCE non ne aveva rivelato l'esistenza il 12 aprile, creando un comprensibile sconcerto fra  gli emiliani già provati dalle scosse del 2012, molti dei quali ancora in condizioni molto disagiate.

L' ICHESE aveva dato una risposta inconcludente e fu deciso che necessitavano ulteriori studi e sperimentazioni.

Regione e MISE costituirono allora una nuova commissione, che avrebbe dovuto eliminare ogni dubbio. Probabilmente neanche questa è risultata  convincente. Per concludere la vicenda si è fatto allora ricorso a una terza commissione, quella degli americani. E qui nasce l'intoppo perché, come abbiamo già detto, questa terza commissione aveva prodotto il suo Rapporto mesi prima dell'istituzione dell'ICHESE. Per questo, un'ulteriore commissione (la quarta) di ricercatori INGV è stata chiamata a validare i risultati della commissione americana.

Riassumendo:

- ICHESE 1 scatena il dubbio che le scosse emiliane del 2012 siano causate da estrazioni petrolifere;

- ICHESE 2 dovrebbe proporre, seguire e interpretare gli esperimenti nel cosiddetto Laboratorio Cavone, per fugare i dubbi sulle "capacità sismogenetiche" del Cavone stesso,  ma non si hanno notizie di attività svolte e documentate;

- ll 7 luglio appare, citata per la prima volta, la commissione americana che risolve e chiarisce;

- il 14 luglio l'INGV "valida" il rapporto americano per evitare accuse di conflitti di interesse, secondo quanto viene dichiarato da un funzionario MISE al Resto del Carlino del 2 agosto.

In realtà, la "validazione" dell'INGV appare incompleta, se non un po' "ipocrita": valida i metodi degli americani ma si guarda bene dal validarne i risultati. Lo si dice esplicitamente, in premessa, nel Rapporto, adducendo una sconcertante scusa: "Non è stata eseguita una validazione dei risultati in quanto sarebbe stato necessario riprocessare in maniera indipendente i dati e rielaborare i modelli".

E allora in cosa consiste la validazione?

A onor del vero c'è da dire che i cinque componenti scelti per costituire la commissione INGV possono sempre giustificarsi affermando, con pieno diritto, di non avere dimestichezza con gli argomenti che sono stati chiamati a validare.

La verifica è stata sottoposta all'INGV dal MISE e dalla Regione, tramite una lettera del Ministro Guidi del 10 luglio, in ottemperanza al protocollo iniziale del Laboratorio Cavone del 17 aprile che, al punto 2, specifica che verrà scelto "un ente o organo che revisionerà i risultati prodotti".

Peraltro, un'ennesima commissione o "tavolo di lavoro" il 27 giugno aveva indipendentemente redatto un ulteriore: "Rapporto sullo stato delle conoscenze riguardo alle possibili relazioni tra attività antropiche e sismicità indotta/innescata in Italia" (ai sensi della Nota ISPRA Prot. 0045349 del 12 novembre 2013).

Il gruppo, composto da funzionari del DPC, MISE, INGV, ISPRA, CNR, OGS  fa un resoconto molto dettagliato su tutti i possibili studi, pubblicazioni, rapporti, convegni ... sull'argomento.

È un lungo documento molto meticoloso, ma il Rapporto americano non viene citato, evidentemente perché gli autori non ne sono a conoscenza.

Non mi permetterei di pensare neanche per un attimo che un gruppo di tale livello possa essere reticente! Insomma, ancora una volta qualcuno ha perso l'occasione di non fare il grillo parlante.

Il 2 agosto, presso lo stabilimento del Cavone, un assessore regionale ha pubblicamente dichiarato: "Oggi è una giornata di trasparenza, finalmente ci sono dei risultati che certificano come in questo territorio non c'è stato un terremoto causato dall'uomo". L'assessore poteva tranquillizzarsi anche prima: nessuno, dotato di un po' di buon senso, ha mai pensato di essere in grado di produrre terremoti di magnitudo 6. A meno di fare esplodere nel sottosuolo contemporaneamente molte potentissime bombe nucleari!

A questo punto è necessario ricostruire gli avvenimenti.

Nel maggio del 2012 due scosse magnitudo 6 circa colpiscono la Bassa emiliana, provocando un  danneggiamento diffuso e numerose vittime.

È inaccettabile che la Regione italiana meglio amministrata secondo la propaganda dimostri una prevenzione peggiore di quella della maggior parte delle regioni italiane.

Si inventano allora possibili cause in grado di sviare l'attenzione dalle responsabilità per omissioni che appaiono molto gravi.

Si comincia con il dire che la Mappa di Pericolosità Sismica sottovaluta la sismicità emiliana. Niente di più assurdo: semmai è vero il contrario!

Poi si dà la colpa al progetto di deposito di gas a Rivara: ma un progetto fatto di idee e carta non può far venire un terremoto!

Allora si immagina che di nascosto ci si dedichi al fracking, una tecnica sviluppata negli USA per produrre gas e petrolio. Un minimo di informazione fa capire che la tecnica è talmente invasiva e appariscente che non può essere assolutamente tenuta nascosta.

Si costituisce l'ICHESE sperando che trovi una spiegazione minimamente accettabile. L'ICHESE è fatta da sei esperti: due italiani, tre stranieri e un alto funzionario del MISE. Due degli stranieri sono di alto livello ma poco dopo l'insediamento si dimettono e vengono sostituiti. A mio avviso, la commissione che alla fine opera non sembra avere la necessaria esperienza sulle questioni in gioco, almeno sulla base dell'analisi dei loro contributi scientifici.

L'ICHESE chiederà i pareri anche di altri esperti tramite audizioni. Di queste audizioni però non è dato sapere alcunché: tutto viene tenuto riservato e sembra che non esistano verbali.

Oltre ai sei ICHESE ufficiali, altri "esperti" di vari enti hanno comunque partecipato allo sviluppo conoscitivo. Tra questi,  secondo un comunicato stampa del 22 giugno 2013 rilasciato dalla stessa commissione tramite il MISE, ci sono:

- il coordinatore del settore sismico della Commissione Rischi, definito  anche osservatore esterno della ICHESE "per utilizzarne poi i risultati nell'ambito della Grandi Rischi";

- il Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia;

- il direttore del Dipartimento Terremoti dell'INGV.

È auspicabile che qualcuno si decida a spiegare come è venuta fuori l'ipotesi del  "Cavone sismogenetico". Si potrebbe così apprezzare almeno una resipiscenza di onestà intellettuale, assente in tutta questa vicenda, da parte dell'ideatore di tanta ingegnosa trovata.

Al riguardo, si potrebbero poi ricordare episodi grotteschi anche se marginali. Uno per tutti: quando ICHESE 1 conclude che Rivara non può aver generato i terremoti perché nulla vi era attivato, un assessore regionale dichiara in un suo intervento la sua soddisfazione per il fatto di aver contribuito ad impedire la creazione del deposito di Rivara.

Se si è impedito il deposito, perché si chiede a ICHESE 1 se il deposito ha determinato i terremoti del 2012?

Il discorso veniva fatto nell'ambito di una riunione per tentare di giustificare faticosamente la incongrua secretazione durata un paio di mesi del rapporto di ICHESE 1.

La logica non può essere disattesa impunemente.

Noi cittadini non siamo così stupidi come i politici forse ci considerano e abbiamo un potere pressoché illimitato di far conoscere le nostre  opinioni.

Che dire poi del MISE, che prima decreta e incoraggia fortemente la creazione di un deposito di gas a Rivara e poi non si fa scrupolo di considerarlo come una possibile sorgente di terremoti, mandando allo sbaraglio persone che fanno l'errore di credere nelle istituzioni? Come può succedere questo senza che poi i responsabili non ne subiscano alcuna conseguenza? Come è possibile che simili assurde ipotesi siano state seriamente prese in considerazione?

Una mia personale interpretazione ipotetica dei fatti recenti, cioè della sostanziale conclusione della vicenda.

ICHESE stava per mettere in ginocchio l'industria petrolifera nazionale, che fornisce il 7% del fabbisogno, e mandare a spasso molti lavoratori. Il Ministro Guidi, da poco in carica, eredita la patata bollente e impone che la questione venga chiusa rapidamente. L'ENI, molto responsabilmente, con il suo rapporto "vecchio"  di alcuni mesi ma scientificamente inattaccabile, fornisce la soluzione.

Siamo tutti felici e contenti? No!

Resta da chiarire come si è creata questa dannosa situazione assurda e chi ne è stato responsabile.

Sul Foglietto della Ricerca, su cui mi onoro di scrivere, ho già dato una mia risposta.

A mio avviso, tutto nasce dalla volontà di sviare l'attenzione da due omissioni gravi:

- il non recepimento delle indicazioni, che vengono dalla nuova Mappa Ufficiale di Pericolosità Sismica, già disponibile una decina d'anni prima del terremoto emiliano;

- il non aver dato nessun allarme immediatamente dopo la scossa di magnitudo 6 del  20 maggio.

Non sarà che per coprire quest'ultima omissione si sia voluto indicare il Cavone come causa delle scosse del 2012?

A questo punto non resta che la rimozione di un gruppo che si è rivelato essere non all'altezza di un compito così delicato.

*Geofisico


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