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Sabato, 03 Gen 2026

Il 22 novembre dell'anno passato, durante un convegno, Doglioni, da alcuni mesi Presidente dell'Ingv, ha dichiarato che la "Mappa di pericolosità sismica italiana è una buona base di partenza ma ha forti limiti di impostazione".

La Mappa di pericolosità sismica è uno strumento necessario per progettare o ristrutturare edifici in zona sismica. Fu elaborata seguendo le indicazioni degli ingegneri sismici e in collaborazione con loro.

È ormai drammaticamente evidente che anche coloro che dovrebbero essere "addetti" hanno idee alquanto confuse sulla Mappa, sul suo significato, su come è stata redatta e su come va interpretata.

Il giudizio sulla Mappa, assieme a ridicole teorie sull'origine dei terremoti è da considerare molto preoccupante: in ultima analisi è in gioco la sicurezza del Paese più sismico d'Europa.

È inoltre costume decisamente diffuso non prendere in seria considerazione la nostra pericolosità sismica.

Si ha l'impressione di un vero e proprio rifiuto di voler vedere il problema.

Il comportamento della Regione Emilia Romagna, in relazione alle scosse del maggio 2012, lo dimostra in modo indiscutibile!

Facciamo un po' di storia.

Nel 1998, la comunità scientifica (sismologi, ingegneri sismici, geofisici ...) propose una classificazione sismica di tutto il territorio nazionale, completando così il lavoro iniziato all'indomani del terremoto irpino del 1980.

Già allora vi veniva suggerito che i Comuni dell'Emilia, poi colpiti dalle scosse del 2012, fossero inseriti almeno in terza zona ma la proposta venne ignorata.

Sull'onda della grande emozione suscitata del terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 (vi morirono 27 bambini e una maestra), la riclassificazione suggerita nel 1998. con qualche aggiornamento. fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel 2003, come Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).

La Regione Emilia Romagna approvò la classificazione proposta nel DPCM nel 2003 (1435, 21.07.2003), lasciandone però l'applicazione opzionale fino al 30 giugno 2009, quando è entrata in vigore la NTCO8 (Normativa Tecnica del Ministero delle Infrastrutture del 2008).

Nel 2006, venne emanato un nuovo DPCM (3519; 28.04.2006), che adottò come riferimento la Mappa 2004 dell'Ingv, che così divenne la Mappa di Pericolosità Sismica ufficiale dello Stato.

Utilizzando il DPCM citato, la Regione Emilia Romagna avrebbe potuto mettere in seconda zona i Comuni colpiti nel 2012.

Invece il DPCM venne ignorato!

Dopo i terremoti del 2012, si è cercato con tutte le forze di sviare l'attenzione da queste omissioni, immaginando cose assurde, come terremoti generati da estrazioni petrolifere e assurdità analoghe!

Addirittura in Regione (Errani presidente) si sostenne che la Mappa della Pericolosità Sismica, preparata dall'Ingv e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, sottovalutasse la pericolosità emiliana!  Quindi la colpa sarebbe stata da attribuire all'Ingv.

Ma è del tutto evidente che la responsabilità morale e non solo, secondo la legge vigente, se la tengono i vertici della Regione e i loro consulenti!

Per deresponsabilizzarsi, il 5 luglio del 2013, un anno dopo i sismi, venne persino organizzato, presso la Terza Torre del Palazzo dei Congressi di Bologna, un convegno dal titolo: “Verso una nuova mappa della pericolosità sismica", a cui parteciparono "esperti", funzionari ... e la Assessora alla Protezione Civile regionale.

Lo scopo era dimostrare che il grave danneggiamento Emiliano era dovuto ad una sottovalutazione della sismicità da parte dell'Ingv. Una cosa a dir poco assurda, tipica di politicanti che cercano solo di salvarsi la faccia. Non è un caso che il convegno non portò ad alcun risultato. Successivamente fu ufficialmente riconosciuto che la Mappa di Pericolosità Sismica era corretta!

Ma le bugie hanno le gambe corte: la stessa Assessora alla Protezione Civile regionale aveva partecipato l'11 maggio 2011 a un convegno a Modena, avente lo scopo di snellire la normativa sismica, che "bloccava lo sviluppo" della Regione!

In altre parole, un anno prima dei terremoti 2012 ci si propone di addolcire la normativa mentre, un anno dopo i terremoti, si sostiene esattamente il contrario: la Mappa non è abbastanza severa.

"Incuriosisce" il fatto che praticamente tutti i mezzi di informazione hanno ignorato queste circostanze, decisamente "interessanti".

Pensare che Vasco Errani stia gestendo il dopo-terremoto dell'Appennino Centrale non può non destare qualche preoccupazione per il futuro delle decine di migliaia di cittadini rimasti senza casa per la devastante sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016.

Ma una preoccupazione ancora maggiore destano le "opinioni scientifiche" di persone con delicati ruoli di responsabilità tecnica e forse non all'altezza.

È doveroso prenderne atto e trarne le conseguenze.

Post Scriptum

Per avere una trattazione completa e rigorosa sulla elaborazione e sul significato della Mappa di pericolosità sismica, consiglio due testi di Massimiliano Stucchi, cioè dell'autore principale. I testi possono essere trovati nel blog terremotiegrandirischi.com (@tegris2013) dello stesso Stucchi. I link:  http://wp.me/p3Wku7-eM e http://wp.me/p3Wku7-gu

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