20. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 19. 09. 2020

Le mie prime convinzioni

Le mie prime convinzioni di John Maynard Keynes, Editore Adelphi, Milano, 2012, pp.148, euro 12,00.

Recensione di Roberto Tomei

John Maynard Keynes è un nome noto, ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori, e il suo lavoro fondamentale," La teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta", del 1936, è senz'altro tra le opere di economia più lette al mondo.

Al termine del primo conflitto mondiale, Keynes scrisse "Le conseguenze economiche della pace", un agile volumetto che ebbe notevole diffusione dopo la conferenza di pace di Parigi del 1919. Di questo scritto costituisce una continuazione "Le mie prime convinzioni", ora pubblicato da Adelphi, con l'introduzione di Giorgio La Malfa, articolato in due parti: una letteraria, dedicata al gruppo Bloomsbury, e l'altra storica (Melchiol) sui retroscena della Conferenza di Parigi.

Destinati a una ristretta cerchia di persone, questi lavori furono dati alle stampe soltanto dopo la morte dell'autore. Mentre il primo,che dà il titolo al volume, è stato già tradotto nella nostra lingua, peraltro mezzo secolo fa,  il secondo esce in italiano per la prima volta.

Si tratta di un testo particolare, che si contraddistingue, rispetto agli altri lavori del professore di Cambridge, perché qui non c'è l'economista ma il letterato, con i suoi ricordi e la sua ironia. Ma soprattutto con la sua singolare capacità di prevedere gli eventi, dato che Keynes (inviato dall'Inghilterra alla Conferenza di Parigi) vi descrive l'errore delle potenze vincitrici che, con le loro vessazioni, prepararono il terreno per la rivincita tedesca, che culminò nel secondo conflitto mondiale. Un esito fatale per l'intera Europa, che non era difficile scongiurare. (Roberto Tomei)

 

Capitalismo senza futuro

Capitalismo senza futuro, di Emanuele Severino, Editore Rizzoli, pp.206, euro 19,00.

Recensione di Roberto Tomei

Il libro appena giunto in libreria di Emanuele Severino costituisce l'ultimo sviluppo del pensiero del filosofo bresciano, che ormai da circa quarant'anni  analizza le trasformazioni del mondo occidentale.

Qui, in particolare, sono approfonditi e spiegati i motivi del tramonto della politica e del capitalismo, un tramonto che si inscrive in quello più generale dell'intera tradizione occidentale, che vede il declino anche del cristianesimo.

Tutte queste forze che intendevano "servirsi" della tecnica per realizzare i propri scopi, sono state viceversa da questa soppiantate, onde il dato saliente di quanto si va compiendo sotto i nostri occhi va identificato appunto non nella globalizzazione economica ma nella globalizzazione della tecnica.

Tramonto del capitalismo non significa tuttavia necessariamente la scomparsa del profitto privato ma la scomparsa della volontà che tale profitto sia lo scopo delle diverse, se non di tutte, le società del pianeta.

Per Severino, sta trionfando il carattere radicale della "destinazione della tecnica al dominio del mondo": l'intero apparato tecnico del pianeta da mezzo che era è diventato esso stesso il fine, quale supremo inveramento o realizzazione dell'esser uomo, anche se contestualmente tale apparato conduce inevitabilmente a un deperimento dell'esser uomo.

Senza darci indicazioni di sorta, Severino ci mostra così la direzione del corso storico, avvertendoci  che la destinazione della tecnica al dominio altro non è che l'effetto dell'impulso originario dell'occidente. Impulso che per il Nostro coincide con la "Malattia mortale", onde il trionfo della tecnica è da intendere come il trionfo della forma più coerente di tale" Malattia". (Roberto Tomei)

 

Guida ai green jobs

di Adriana Spera

Esce, dopo tre anni, sempre nei tipi di Edizioni Ambiente, una nuova edizione della Guida ai green jobs, di Tessa Gelisio, giornalista e conduttrice televisiva e Marco Gisotti, giornalista e divulgatore,  uno dei massimi esperti di green economy e green jobs, fondatore dell'agenzia di studi ambientali Green Factor è uno dei curatori del rapporto annuale “GreenItaly”.

Il libro è più che una versione aggiornata, un secondo volume del saggio inchiesta sui cambiamenti determinati dal binomio crisi economica e crisi ambientale nel mondo del lavoro.

Gli autori tornano ad indagare su alcuni settori e ne scandagliano di nuovi, cosicché dalla lettura si può avere una panoramica completa delle “mutazioni green” in atto nell'economia italiana.

Le interviste ai protagonisti di questa rivoluzione si alternano a schede che analizzano i vari settori dall'economia, al settore educativo.

Nel complesso, emerge una fotografia impietosa del paese a partire dall'assenza nel mondo politico di un'idea di politica economica atta a traghettarci fuori dalla crisi economica, l'assenza della politica con la P maiuscola.

L'economia viene trattata come trenta anni fa, mentre sta emergendo un tessuto industriale che si attrezza da sé rispondendo alla crisi con l'innovazione, il risparmio energetico nei processi produttivi. Insomma, si ha l'idea che vi sia in atto una sorta di mutazione genetica, che per sopravvivere vi sia chi pone in atto un adattamento alla crisi e l'adattamento è l'innovazione.

Impietoso poi il bilancio sul sistema educativo. Si esce dall'Università con una scarsa o nulla professionalità spendibile, cosicché, per entrare nel mondo del lavoro occorre fare corsi specialistici e tecnici, Master, spesso a pagamento. Gli Istituti tecnici superiori, a cui ci si può iscrivere dopo la scuola superiore, sono solo 59 in tutto il territorio nazionale e spesso non operano in sinergia con le imprese. L'Italia ha fatto il minimo sindacale di quanto previsto dalla legislazione europea di riferimento, specie nel settore della formazione-lavoro, e investe pochissimo in ricerca.

Non va meglio sul fronte dell'utilizzo delle fonti energetiche, un settore in cui si potrebbero sviluppare tanti nuovi lavori se solo ci fosse un piano energetico. Un'assenza che da una parte favorisce le grandi compagnie e dall'altra penalizza i consumatori. Continuando su questa strada non raggiungeremo mai una gestione democratica delle risorse energetiche e men che meno arriveremo all'autoproduzione di energia, che pure con le tecnologie oggi disponibili (pannelli solari, minieolico, ecc.) sarebbe possibile.

Infine, si utilizzano malissimo le risorse economiche per realizzare grandi e devastanti opere pubbliche. Molto maglio sarebbe se si impiegassero per mettere in sicurezza il territorio con interventi per arrestare il dissesto idrogeologico; per consolidare il patrimonio pubblico e privato, visto che si è in un territorio sismico; per porre in essere strategie per contrastare il mutamento climatico. In tal modo, si darebbe un sostegno, in tutti i settori, a tanta microeconomia locale, dall'agricoltura all'edilizia e, al contempo, si promuoverebbero nuove figure professionali. Entrerebbero in circolo risorse costanti nel tempo.

Il volume, arricchito da 125 schede sui lavori verdi più richiesti, risulta una lettura utile, in particolare, per orientare i giovani al lavoro e non solo per chi si interessa di economia.

Il mio nome è nessuno. Il giuramento

Il mio nome è nessuno. Il giuramento di Valerio Massimo Manfredi, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.353, euro 19,00.

Recensione di Roberto Tomei

Ulisse è senza dubbio un mito per tutto l'occidente, dunque sempre attuale. Alla sua figura, di notevole fascinazione, l'autore dedica un romanzo (di cui a breve si annuncia la seconda e ultima parte) che ha il pregio di farci incontrare gli eroi omerici come fossero ancora tra noi, vivi tra vivi.

Se nella seconda parte del libro ritroviamo un mondo che ci è noto, perché già descritto mirabilmente da Omero, di gran lunga più interessante è  la prima parte, dedicata alla formazione dell'eroe di Itaca, che si sviluppa sotto la guida del nonno, Antolico, ma soprattutto del padre, Laerte, che di navigazione se ne intendeva, avendo partecipato con Giasone alla ricerca del vello d'oro.

Molto belli sono anche i dialoghi di Ulisse con Eracle ed Aiace e la descrizione degli incontri con Atena.  Altrettanto ben ricostruite le tante figure femminili: Calipso, Circe, Nausicaa e, naturalmente, Penelope, personaggio meno monolitico e lineare di quanto la tradizione suole raccontare.

Giova molto al racconto la grande padronanza che l'autore mostra di possedere tanto della storia che dell'archeologia greca e troiana .(Roberto Tomei).

Privilegium

Privilegium di Michele Ainis, Editore Rizzoli, Milano, 2012, pp.149, Euro 17,00.

Recensione di Roberto Tomei

Il vocabolo latino che dà il titolo al libro significa lex privata, ossia una disciplina rivolta a una categoria di soggetti ben determinata, che crea una discriminazione rispetto alla generalità dei cittadini.

Poiché - come l'autore dimostra - nel nostro Paese di privilegi ce ne sono troppi ( si veda in calce al
volume l'indice delle categorie privilegiate), se si vuole "sbloccare" la situazione, non resta che avviare una rivoluzione pacifica che cancelli tutti i privilegi. Dopo tante deroghe( ce ne sarebbero 63.194 ! ) a vantaggio delle diverse corporazioni, si tratta insomma di inaugurare finalmente il tempo della regola.

L'impietosa (perché i responsabili del declino siamo tutti noi) analisi dei fallimenti del nostro sistema si conclude con l'indicazione di alcuni rimedi: 1°) divieto di più di due mandati in Parlamento, così da tagliare il ramo su cui"stanno inchiodati i professionisti del potere"; 2°) rafforzamento del referendum abrogativo tramite eliminazione del quorum; 3°) revoca anzitempo
degli eletti immeritevoli, ossia l'istituto del recall, esistente in alcuni stati dell'America, ma anche in Svizzera e Giappone; 4°) trasformazione del Senato in camera dei cittadini (in sostanza degli esclusi) designata per sorteggio, in modo da riflettere il profilo socio-demografico del Paese.

Una soluzione già prospettata da Aristotele, che diceva che l'elezione è tipica delle aristocrazie, il sorteggio delle democrazie.

Consapevole che non tutti saranno d'accordo su queste proposte, per trovare proseliti Ainis invoca
l'utopia come motore della storia, quell'utopia di cui "abbiamo più che mai bisogno per continuare la nostra storia collettiva". (Roberto Tomei)

Sei arrivato fin qui...continua a leggere

Ti piace quello che leggi?

Se ci leggi e ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenedoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto: anche il costo di un caffè! 

 

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi. Utilizzando i nostri servizi, accetti le nostre modalità d'uso dei cookie. Per saperne di più