11. 12. 2018 Ultimo Aggiornamento 16. 11. 2018

Il mio nome è nessuno. Il giuramento

Il mio nome è nessuno. Il giuramento di Valerio Massimo Manfredi, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.353, euro 19,00.

Recensione di Roberto Tomei

Ulisse è senza dubbio un mito per tutto l'occidente, dunque sempre attuale. Alla sua figura, di notevole fascinazione, l'autore dedica un romanzo (di cui a breve si annuncia la seconda e ultima parte) che ha il pregio di farci incontrare gli eroi omerici come fossero ancora tra noi, vivi tra vivi.

Se nella seconda parte del libro ritroviamo un mondo che ci è noto, perché già descritto mirabilmente da Omero, di gran lunga più interessante è  la prima parte, dedicata alla formazione dell'eroe di Itaca, che si sviluppa sotto la guida del nonno, Antolico, ma soprattutto del padre, Laerte, che di navigazione se ne intendeva, avendo partecipato con Giasone alla ricerca del vello d'oro.

Molto belli sono anche i dialoghi di Ulisse con Eracle ed Aiace e la descrizione degli incontri con Atena.  Altrettanto ben ricostruite le tante figure femminili: Calipso, Circe, Nausicaa e, naturalmente, Penelope, personaggio meno monolitico e lineare di quanto la tradizione suole raccontare.

Giova molto al racconto la grande padronanza che l'autore mostra di possedere tanto della storia che dell'archeologia greca e troiana .(Roberto Tomei).

Privilegium

Privilegium di Michele Ainis, Editore Rizzoli, Milano, 2012, pp.149, Euro 17,00.

Recensione di Roberto Tomei

Il vocabolo latino che dà il titolo al libro significa lex privata, ossia una disciplina rivolta a una categoria di soggetti ben determinata, che crea una discriminazione rispetto alla generalità dei cittadini.

Poiché - come l'autore dimostra - nel nostro Paese di privilegi ce ne sono troppi ( si veda in calce al
volume l'indice delle categorie privilegiate), se si vuole "sbloccare" la situazione, non resta che avviare una rivoluzione pacifica che cancelli tutti i privilegi. Dopo tante deroghe( ce ne sarebbero 63.194 ! ) a vantaggio delle diverse corporazioni, si tratta insomma di inaugurare finalmente il tempo della regola.

L'impietosa (perché i responsabili del declino siamo tutti noi) analisi dei fallimenti del nostro sistema si conclude con l'indicazione di alcuni rimedi: 1°) divieto di più di due mandati in Parlamento, così da tagliare il ramo su cui"stanno inchiodati i professionisti del potere"; 2°) rafforzamento del referendum abrogativo tramite eliminazione del quorum; 3°) revoca anzitempo
degli eletti immeritevoli, ossia l'istituto del recall, esistente in alcuni stati dell'America, ma anche in Svizzera e Giappone; 4°) trasformazione del Senato in camera dei cittadini (in sostanza degli esclusi) designata per sorteggio, in modo da riflettere il profilo socio-demografico del Paese.

Una soluzione già prospettata da Aristotele, che diceva che l'elezione è tipica delle aristocrazie, il sorteggio delle democrazie.

Consapevole che non tutti saranno d'accordo su queste proposte, per trovare proseliti Ainis invoca
l'utopia come motore della storia, quell'utopia di cui "abbiamo più che mai bisogno per continuare la nostra storia collettiva". (Roberto Tomei)

L'Italia s'è ridesta

L'Italia s'è ridesta di Aldo Cazzullo, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.204, euro 15,90.

Recensione di Roberto Tomei

Nel 1957 era stato Guido Piovene a percorrere in lungo e in largo la penisola, raccontandola poi nel suo "Viaggio in Italia". Quasi sessant'anni dopo, Aldo Cazzullo ripete l'esperienza e scopre, naturalmente, un paese completamente diverso.

Nella crisi in cui si dibatte, certamente più incupito ma, a parere dell'autore, più unito di prima, come ha dimostrato il successo delle celebrazioni del 150° anniversario dell'unificazione.

Oltre alle grandi, Cazzullo visita anche le nostre "piccole capitali in crisi" e  ne rileva limiti e difetti, cogliendone al contempo gli aspetti positivi, i fattori di sviluppo, ma soprattutto i motivi di speranza.

E forse è proprio questo il tratto saliente del  libro, ossia di non negare la realtà, ma di trovarci sempre quel lato positivo che non riusciamo più a vedere.

L'attuale situazione del paese non appare poi così disperata, ma la prima cosa da fare, tra quelle incluse nel catalogo che conclude il volume, è quella di ritrovare fiducia in noi stessi: "Abbiamo imparato che amiamo l'Italia. Ora dobbiamo imparare a crederci. Nell'Italia, e in noi stessi". (Roberto Tomei)

Elogio dell'egoismo

Elogio dell'egoismo di Armando Torno, Editore Bompiani, Milano,
pp.123, euro 10,00.

Recensione di Roberto Tomei

Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dal titolo, il libro non è
un'apologia dell'egoismo - di cui peraltro, in tempi come questi, proprio non
si sente il bisogno - ma una sorta di vademecum per allenarsi contro l'egoismo
degli altri, vivendo con saggezza il proprio, "cercando di renderlo ben
temperato".

Molto apprezzabile è il messaggio che l'autore intende trasmettere, cioè che
l'egoismo autentico non è la brama di ricchezza, ma il suo opposto: "la
capacità di non vendere noi stessi". Un "egoismo positivo" piuttosto raro,
risultando " più facile vendersi, trovare plausi e consensi che essere tutti di
un pezzo e subire critiche o affrontare problemi".

Di grande interesse il capitolo dedicato alle letture consigliate " per
convivere con l'egoismo e non soccombere". L'autore ha creduto bene di offrirci
qualche antidoto in più, in un mondo dove l'egoismo- come la stupidità- sta
senz'altro crescendo di giorno in giorno.

Il pamphlet di Torno si legge con vero piacere perché, oltre a possedere il
pregio della chiarezza, è condito da una leggera ironia. Questa, a mio parere,
raggiunge il suo culmine nel terzo capitolo-significativamente dedicato ai modi
per non perdere tempo - nel quale particolare attenzione viene riservata alle
riunioni di lavoro, occasioni da evitare con cura in quanto macchine per
perdere tempo in cui emergono più vanità che idee. (Roberto Tomei)

Guida ai naviganti. Le risposte della fede

Guida ai naviganti. Le risposte della fede, di Gianfranco Ravasi, Editore Mondadori, Milano, 2012, pp.129, euro 18,00.

Recensione di Roberto Tomei

Da Sant' Agostino, che per primo vi fece ricorso, sino ai giorni nostri, scanditi dai ritmi di Internet, la navigazione è sempre stata metafora efficace per descrivere la condizione dell'uomo in cerca di un approdo.

La ricerca presuppone ovviamente se non una domanda, quanto meno l'atteggiamento di chi è
pronto a spiare il mistero, attendendo che dia un segno. E' a costoro che si rivolge la riflessione di Ravasi, che solca l'oceano tempestoso del nostro tempo munito della bussola della Bibbia, battendo bandiera cristiana.

E' una traversata segnata da tre importanti tappe (la città secolare, la città dell'uomo, la città di Dio), attraverso le quali l'autore si interroga e invita a interrogarsi sulle grandi questioni dell'attualità.

Nell'itinerario ci accompagnano tanti altri viaggiatori (da Pascal a Nietzsche, da Kierkegaard a
Ionesco), anch'essi inquieti e a caccia di risposte. Nella consapevolezza che a un certo momento la ragione si arresta e occorre adottare un altro modo di  vedere e ascoltare.(Roberto Tomei)

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