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Martedì, 25 Ago 2026

di Adriana Spera

“I terremoti si possono prevedere”, parola di direttore generale dell’Ingv. Questo lo scoop, realizzato dal Fatto Quotidiano il 31 maggio scorso. Immediata la smentita di Tullio Pepe, dg in carica (ancora per poco) dell’ente: “Non ho mai detto una  cosa del genere”.

A distanza di due settimane, con la nomina del nuovo direttore generale, un altro tsunami si è abbattuto sull’ente di via di Vigna Murata, orfano da settembre scorso del suo padre fondatore Enzo Boschi.

Una "dipartita", quella di Boschi, che ha lasciato l’Ingv nel caos, acuitosi durante la breve quanto sconcertante parentesi di Domenico Giardini, chiamato nell’agosto scorso dalla Gelmini addirittura dalla Svizzera per rimpiazzare lo stesso Boschi.

Giardini  sembrò mostrarsi interessato, oltre che alle dinamiche sismogenetiche del territorio, anche alla ricerca di incarichi professionali. Rassegnò le dimissioni dopo solo tre mesi, salvo poi rientrare dalla finestra come membro del cda.

La nomina di Stefano Gresta da parte del nuovo titolare del Miur, il tecnico Profumo, non sembra abbia prodotto benefici se è vero, come è, che dalla sua prima decisione di un certo peso è nato un caso nazionale.

Si tratta della nomina a direttore generale di Massimo Ghilardi - profetizzata dal Foglietto fin da settembre 2011 - che ha suscitato stupore e indignazione per il suo curriculum.

Segno dei tempi: non ci si stupisce più per il metodo, né per la filosofia che ad esso sottende. L’idea proprietaria della cosa pubblica, come se l’ Amministrazione fosse suddivisa in tanti piccoli reami governati da personaggi di nomina politica, ai quali viene riconosciuta la libertà di scegliersi nel ruolo di gestore esclusivamente persone di propria fiducia, è sempre più devastante.

Si è del tutto dimenticato il dettato dell’art. 97 della Costituzione, che prescrive pubblici concorsi per l’accesso ai pubblici impieghi. Il ricorso alla chiamata diretta è di per sé un metodo clientelare ed esecrabile e come tale andrebbe bandito. L’utilizzo sfrenato di tale metodo ha generato sprechi e inefficienze.

Dal governo cosiddetto tecnico ci si sarebbe aspettati uno stop a tale aberrante pratica e invece c’è stato un incentivo. La nomina di Ghilardi all’Ingv è solo l’ultimo esempio.

Il neo direttore, intanto, ha preannunciato le dimissioni da consigliere comunale del Pdl di Chiari, piccolo comune del bresciano amministrato dal senatore leghista Sandro Mazzatorta, e ha promesso che amplierà la pianta organica dell’ente per assumere i precari. Peccato che il governo, al contrario, ne abbia deciso, in generale, la riduzione.

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