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Mercoledì, 26 Ago 2026

di Alex Malaspina

L’Erp non è un morbo ma un “farmaco”, per di più costoso, che avrebbe dovuto guarire l’Istat da un grave malanno, che da anni lo affligge: il Siged.

Erp sta per Entreprise resource planning ed è un pacchetto software integrato, sotto forma di cessione della licenza d’uso a tempo indeterminato, per la gestione del personale, comprendente i moduli anagrafico-giuridico, presenze/assenze, trattamento economico e sviluppo risorse umane.

Questo si legge nel contratto che l’Istat ha sottoscritto il 15 giugno 2010 con la società fornitrice, alla quale viene riconosciuto un corrispettivo di oltre 425mila euro, Iva compresa, ai quali vanno aggiunti quasi 37mila euro annui per il servizio di manutenzione.

Scopo dell’acquisto, la sostituzione di un altro software, denominato Siged (Sistema informativo gestionale e direzionale), costato nel 1997 oltre 6 miliardi di vecchie lire, messo in funzione solo dopo innumerevoli vicissitudini.

Una vicenda rimbalzata addirittura in Parlamento e alla quale, nel corso degli anni, Usi-Ricerca ha dedicato la sua costante attenzione.

Il miracoloso Erp, sempre stando al contratto di fornitura, avrebbe dovuto essere operativo entro 180 giorni naturali consecutivi decorrenti dalla data del fax di comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione della fornitura, così da mandare finalmente in pensione il mitico Siged, ormai installato su server fuori produzione da molto tempo.

Dunque, giorno più giorno meno, il taglio del nastro sarebbe dovuto avvenire non oltre i primi mesi del 2011.

A fine febbraio 2014, a quasi quattro anni dalla firma del contratto di acquisto dell’Erp, il Siged, nonostante la veneranda età e i molteplici acciacchi, continua a essere in servizio, seppure tra le inevitabili imprecazioni dei dipendenti costretti, spesso e volentieri, a fare i salti mortali per cercare di far regolarizzare il conto presenze/assenze/permessi et similia.

Ma a non passarsela bene sono anche i dipendenti addetti alla gestione del personale, ai quali l’Erp (il cui costo è stato in gran parte pagato) era stato presentato come qualcosa di mirabolante, che avrebbe risolto d’incanto i cronici problemi. Ora, invece, sono costretti da molti mesi ad un doppio lavoro, sia sul Siged che sull’Erp con il quale, però, il cerchio stenta a chiudersi, con la conseguenza che per il taglio del nastro chissà quanto tempo bisognerà ancora attendere.

Un’altra anomalia, l’ennesima, in un ente che da quasi un anno non riesce ad avere un presidente pleno jure, che da sei mesi è senza direttore generale e dove il personale dal 2011 non percepisce il fondo per la produttività.

Ma ora, con Renzi al governo, in via Balbo c’è chi è convinto che l’Istat riuscirà velocemente a guarire dal Siged. E anche dall’Erp. E che al personale verranno finalmente erogati gli emolumenti congelati da tre anni.

Staremo a vedere.

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