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Mercoledì, 26 Ago 2026

Il comunicato dell’Ispra n. 605 del 6 febbraio scorso avverte il personale che sul sito dell’Istituto c’è una nuova sezione, intitolata cheIDEA, dove su fondo bianco campeggia una bella lampadina colorata.

Lampadina e idea, non c’è che dire, un’associazione perfetta, nello stile dei migliori fumetti.

L’iniziativa, da un lato, sembra evocare una sorta di zio Sam (quello di I want you), ma senza alcun cipiglio, anzi quasi affettuoso, che ti invita nel tempo libero a fare qualche utile pensata, per migliorare il lavoro nell’ente.

E, infatti, senza pretendere sforzi disumani, il comunicato chiede soltanto, quando la lampadina ti si accende, di compilare non più di due paginette (più che sufficienti, ove si pensi che la teoria della relatività è stata esposta in circa venti), avvertendo che, se il progetto passa, esso rimane comunque sempre riferibile al suo autore.

Dall’altro lato, l’iniziativa medesima fa tornare alla mente l’altra analoga, messa in campo dall’on. Madia poco dopo il suo esordio alla Funzione Pubblica, quando invitò tutti a darle consigli sulla regolamentazione di certi aspetti del pubblico impiego, consigli dei quali poi non sappiamo in che misura tenne veramente conto.

Con la differenza, però, di cui dobbiamo dare atto ai vertici dell’ente protettore dell’ambiente, che nel nostro caso, se l’idea viene giudicata buona, essa rimane a gloria perpetua dell’autore e nessuno se ne può appropriare.

All’Ispra ora sono in molti a chiedersi di chi sia stata l’idea di lanciare “cheIDEA”.

Gli scettici dubitano che l’iniziativa riesca a “dar spazio alla creatività” dei dipendenti, addirittura rafforzandone il senso di appartenenza all’ente.

Noi, invece, siamo proprio curiosi di vedere quanti e quali contributi andranno a popolare la nuova sezione del sito, e ci impegniamo sin d’ora a tenere informati i nostri lettori.

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