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Lunedì, 24 Ago 2026

di Paolo Vita

Dal bilancio di previsione 2010 emerge un anno orribile per il Cnr. Nonostante il finanziamento ordinario del Miur resti invariato rispetto al 2009, tagli indiscriminati colpiscono tutte le voci di spesa  a cominciare da quelle relative al personale, alle borse di studio, al finanziamento degli istituti, ai beni e servizi tecnico-scientifici.

Crescono, però, gli impieghi per i mutui, gli investimenti in partecipazioni e i fondi per gli organi dell'ente. Come se non bastasse è previsto un tracollo dei proventi per la vendita di beni e servizi che passano da 66,6 mln del 2009 a 42,3 del 2010, che fanno il paio con la riduzione dei finanziamenti da parte dei privati che passano da 12,1 mln del 2009 a 7,5 attesi in questo esercizio. Quindi bisogna fare sacrifici, non prima però di aver aumentato da 694 mila a 1,045 mln le spese per gli organi dell'ente. Drasticamente ridotti risultano  i trasferimenti agli istituti, motore dell’attività di ricerca dell’ente. I fondi destinati al personale passano da 490 mln a 486, mentre quelli per dottorati, borse di studio e assegni di ricerca scendono da 25,6 mln dello scorso anno a 19,2. Sul fronte delle spese per l'acquisto di beni, servizi e prestazioni tecnico-scientifiche si passa da 135,7 mln a poco più di 86. Il bilancio dà conto del mutuo da 25 mln che il cda del Cnr ha deciso di accendere per investimenti immobiliari e spiega come le spese per le rate passeranno da 8,25 mln del 2009 a 9,3, per arrivare fino a 12,35 nel 2011. Le spese per le partecipazioni si attestano a quota 1,27 mln a fronte dei 979 mila euro del 2009. Desta preoccupazione la netta riduzione della capacità dell'ente di finanziarsi attraverso la vendita di servizi e prodotti all'esterno. Il bilancio evidenzia come tali voci passino dai 20,2 mln del 2009 a 13 del 2010 per i dipartimenti terra e ambiente; da 2,9 a 1,5 per energia e trasporti; da 4,7 a 1,1 per agroalimentare; da 7 a 4,4 per medicina; da 780 mila euro a 520 mila per scienze della vita. Progettazione molecolare dovrebbe portare entrate per 2,3 mln a fronte dei  3,5 del 2009; scendono da 5,4 a 2,4 mln i ricavi da materiali e dispositivi, da 7,2 a 4,8 le entrate derivanti dai sistemi di produzione, da 12,2 a 11,3 per le tecnologie dell'informazione, da 1,4 mln a 320 mila euro per l'identità culturale, da 700 mila a 460 mila per il patrimonio culturale, mentre la ricerca spontanea a tema libero dovrebbe fruttare circa 5000 euro, a fronte dei 141 mila fatturati nel 2009. Dalla relazione dei revisori dei conti sembra che le cose vadano addirittura peggio, ma di questo parleremo la prossima settimana.
1-continua

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