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Martedì, 22 Set 2026

Ingv logo 400X400 quaterLa corsa per la presidenza dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è ormai al rush finale. Il 9 marzo, infatti, è scaduto il termine per la presentazione delle candidature e ora il Comitato ministeriale di selezione, coordinato da Lamberto Maffei, professore emerito di Neurobiologia presso la Scuola Normale di Pisa e Vice Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, si appresta a comunicare al Miur una rosa di cinque nomi, ritenuti idonei a ricoprire l’incarico, tra i quali la ministra Stefania Giannini, che ha la vigilanza sull'ente, sceglierà il successore di Stefano Gresta.

Quella che inizierà fra quattro giorni, dunque, sarà una settimana di passione per i quindici candidati che ambiscono ad occupare per il prossimo quadriennio la prestigiosa poltrona in via di Vigna Murata, atteso che la fumata bianca dovrebbe arrivare dal Miur al massimo entro venerdì 25, antivigilia della Santa Pasqua e vigilia del fine mandato di Gresta. In caso contrario, scatterebbe l’istituto della prorogatio per l’attuale organo di vertice, che però potrebbe svolgere solo attività di ordinaria amministrazione e per non più di 45 giorni. Tale istituto (una vera iattura), però, fino ad oggi non è mai stato azionato dalla ministra Giannini.

Risulta al Foglietto che sui carboni ardenti, in attesa di verdetto, ci sono 6 professori ordinari in forza ad altrettanti Atenei (Roma, Pisa, Napoli, Palermo, Bologna e Catania), 8 dirigenti di ricerca dell’Ingv e un geologo del petrolio.

E’ opinione assai diffusa tra gli addetti ai lavori che, alla luce degli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita dell’ente in questi ultimi anni, la scelta della ministra molto probabilmente sarà di discontinuità rispetto al recente passato.

Appare davvero difficile pensare che la Giannini non terrà in debita considerazione quello che è oggi l’Ingv rispetto a cinque anni fa, quando c’è stata l’uscita di scena per fine mandato di Enzo Boschi, padre fondatore di un Istituto che non era solo “... un ente coeso e maturo con una spiccata capacità operativa ...”, come aveva osservato la Corte dei conti in una lusinghiera Relazione al Parlamento datata 2009, ma anche un centro di ricerca d’eccellenza, che batteva regolarmente i “cugini” del Cnr e di altri enti minori per produttività e innovazione.

Ora, invece, l’ente è tutt’altro che coeso, come documentato dai nostri tanti articoli, e la produzione scientifica registra un preoccupante calo, che Il Foglietto ha evidenziato in un editoriale del 28 gennaio 2016.

Staremo a vedere e non mancheremo di commentare quelle che saranno le scelte della ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

redazione@ ilfoglietto.it

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