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Venerdì, 03 Lug 2026

Pochi lo sanno, ma tra l’Istat e Postel spa è in atto una guerra a colpi di carta bollata.

Tutto comincia con la madre di tutte le rilevazioni, il Censimento della popolazione del 2011, che l’Istat affida a Postel spa per tutto ciò che attiene “ai servizi di stampa, acquisizione di dati e immagini mediante lettura ottica e registrazione tradizionale relativi ai questionari e all’altro materiale” necessario.

Si arriva al 2015 e, nel tirare le somme del lavoro svolto, l’Istat, in relazione a una fattura di oltre 12 milioni di euro, dichiara liquidabile a Postel spa poco meno di un milione, applicandole una penalità contrattuale da ritardo di quasi 11 milioni.

La decisione assunta dall’Istat non piace ovviamente a Postel spa che, per tutta risposta, si rivolge al Tribunale di Roma, con la conseguenza che all’ente statistico viene notificato un decreto ingiuntivo, non provvisoriamente esecutivo, per l'intero importo della fattura, oltre spese processuali e interessi. L’Istat, a sua volta, non gradisce e si oppone al decreto ingiuntivo, venendosi così a instaurare un giudizio con Postel spa, naturalmente sempre davanti al Tribunale di Roma.

Considerati la complessità della materia, i mutamenti organizzativi medio tempore intervenuti, la necessità di predisporre attività istruttorie e di coordinare le professionalità che svolsero un ruolo nella gestione del contratto, l’Istat ha ritenuto di rispondere a questa “emergenza” dando vita a un gruppo di lavoro.

Quel che meraviglia, in tutto questo, è che più che un gruppo di lavoro sembra di trovarsi di fronte a un piccolo esercito, dato che ne fanno parte ben 15 persone. Vi si trova ogni sorta di professionalità: dirigenti di ricerca, primi tecnologi, tecnologi, funzionari amministrativi, collaboratori tecnici e collaboratori amministrativi. A capo della “falange statistica” è stato posto, naturalmente, un dirigente amministrativo. Per completezza, dobbiamo precisare che, alla bisogna, il gruppone potrebbe essere ulteriormente integrato.

Sicuramente a via Balbo sarà stato tenuto in debito conto il monito di Montaigne, secondo il quale “quando gli uomini si riuniscono, le loro teste si restringono”, ma evidentemente si sarà pensato che la situazione era tale che si dovesse fare a meno di seguirlo, preferendo schierare tutte le risorse offerte dalle circostanze. Come dire: à la guerre comme à la guerre.

La conferma di questa tesi è nel fatto che, a distanza di qualche giorno, si è deciso di dar vita a un altro gruppo, questa volta con 7 componenti, con funzioni di supporto al primo. Difficile trovare un precedente. Comunque 15+7 fa 22, con un’evoluzione dalla falange alla” testuggine”. In disparte gli aspetti tattici, di certo, dando vita a un altro gruppo, si è creato l’ausiliare dell’ausiliare, dato che il primo gruppo deve comunque dare un parere ai vertici dell’ente, ai quali soltanto spetta la decisione finale.

In questo tourbillon di gruppi, che al punto in cui siamo forse potrebbero crescere ancora, fino a diventare “legione”, stupisce che a dirigere e coordinare entrambi i gruppi ci sia lo stesso dirigente, nel duplice ruolo di ausiliare e ausiliato.

Staremo a vedere come andrà a finire e vi terremo informati.

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