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Domenica, 26 Apr 2026

Il 5 aprile scorso, la Corte dei conti ha depositato la Relazione sulla gestione finanziaria per gli esercizi 2013 e 2014 dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur).

L’Anvur, nato nel 2011, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur). Sovraintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle università e degli enti di ricerca vigilati dal Miur; indirizza l’attività demandata ai nuclei di valutazione costituiti all’interno delle università e degli enti di ricerca; valuta l’efficienza e l’efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione alle attività di ricerca e di innovazione.

Inoltre, collabora con gli organismi internazionali e dell’unione europea, nonché con le agenzie e le amministrazioni degli altri Paesi e con gli organismi scientifici internazionali operanti nel campo della valutazione dei sistemi dell’istruzione superiore e della ricerca; accredita e valuta i corsi di laurea e delle sedi universitarie; accredita i corsi di dottorato; definisce i parametri di valutazione per l’abilitazione scientifica nazionale; verifica i requisiti degli aspiranti membri delle commissioni nazionali di abilitazione; valuta la qualità della ricerca delle università e degli enti sottoposti al controllo del Miur.

Ogni due anni, pubblica un Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca e ogni 4/5 anni un Rapporto sulla valutazione della qualità della ricerca.

La legge n. 98 del 2013 ha stabilito che almeno tre quinti della quota premiale del finanziamento destinato alle Università e agli enti di ricerca vigilati dal Miur vengano ripartiti sulla base della valutazione formulata dall’Anvur.

Il board dell’Agenzia è composto da un consiglio direttivo di sette membri che, al suo interno, elegge il presidente, il quale resta in carica per un quinquennio, non rinnovabile, con un compenso annuo di 210 mila euro, mentre gli altri componenti del consiglio devono “accontentarsi” di 178.500 euro. Complessivamente, dunque, il consiglio direttivo ha un costo di 1.281.000 euro per annualità.

Il direttore generale dell’Agenzia viene nominato dal consiglio direttivo, su proposta del presidente, previa selezione tra soggetti di comprovata esperienza nel campo della direzione e gestione di apparati e risorse e con documentate conoscenze nel campo della valutazione delle attività del sistema delle università e della ricerca.

Il direttore è responsabile dell’organizzazione interna e dell’attività gestionale dell’Agenzia. In particolare, cura l’esecuzione degli indirizzi strategici, delle deliberazioni e delle indicazioni operative del presidente e del consiglio direttivo.

E’ assunto con contratto di lavoro a tempo determinato con una durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque ed è rinnovabile.

Nel 2013 e 2014, ha percepito un compenso annuo lordo di euro 171.418 (di cui 51.152 a titolo di indennità di posizione euro e 28.500 per indennità variabile).

Alla data del 31 dicembre 2014, l’Anvur poteva contare su un organico di 15 dipendenti a tempo indeterminato, di cui 2 dirigenti di II fascia e 6 funzionari valutatori.

Per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, l’Agenzia, per il tramite del direttore generale, conferisce ex lege incarichi di collaborazione ad esperti. La forma contrattuale ed i compensi dei rapporti di collaborazione sono stabiliti con delibera del Consiglio direttivo, su proposta del direttore, tenendo conto della tipologia dell'incarico, del livello di professionalità e dell'impegno lavorativo richiesto.

Nel 2013, i contratti di collaborazione sono stati 37, per un costo di euro 357.085; nel 2014, invece, sono risultati 106, per una spesa complessiva di euro 415.439.

Inoltre, presso l’Agenzia operano a titolo gratuito diversi gruppi di lavoro, costituiti prevalentemente da docenti universitari. Nel 2013, sono stati 280, mentre nel 2014 meno della metà.

Dal 2014, l’Anvur dispone di una propria sede, precedentemente era ospitata in locali appartenenti al Miur.

Nel biennio in esame, l’Anvur ha fatto registrare entrate, provenienti esclusivamente da contributi statali, per euro 7.911.766 nel 2013 e per 6.493.900 nel 2014.

Quanto ai risultati finanziari ed economico-patrimoniali dell’Agenzia, la Relazione della Corte dei conti evidenzia che nel 2013 il conto economico si è chiuso con un aumento dell’avanzo, il quale è passato da euro 2.249.152 nel 2012 ad euro 4.330.293, mentre nel 2014 si è ridotto ad euro 1.839.662.

Il patrimonio netto nel 2013 è stato di euro 8.222.776 (euro 3.892.483, nel 2012) e nel 2014 si è attestato ad euro 10.062.438. Il saldo finanziario nel 2013 ha fatto registrare un avanzo di euro 4.340.039 (nel 2012, euro 2.226.181) e nel 2014 si riduce ad euro 1.637.959.

L’avanzo di amministrazione nel 2013 ha presentato un considerevole aumento, attestandosi ad euro 8.223.370 (euro 3.869.511, nel 2012), mentre nel 2014 è stato di euro 9.878.084.

Per la Corte dei conti, «i saldi relativi alla situazione finanziaria ed economico-patrimoniale dell’Anvur delineano una situazione di insieme che per essere interpretata correttamente deve tener conto della fase espressa dai dati riportati e che va dalla nascita dell’Anvur alla progressiva messa a regime dell’organizzazione e del funzionamento della medesima. In particolare, l’incremento di oltre il 90 per cento che i saldi contabili registrano nel 2013, rispetto all’anno precedente, è attribuibile alla prima fase di operatività caratterizzata da costi contenuti in quanto l’Anvur non disponeva ancora di una propria sede e il personale era costituito da poche unità»,

In conclusione, per i giudici contabili i predetti dati «confermano la fase di assestamento dell’Anvur sia dal punto di vista organizzativo (sede, personale) che dal punto di vista del funzionamento (piena operatività) e i risultati contabili pur mantenendo una situazione di equilibrio si sono ridimensionati avvicinandosi al livello che in futuro potrebbe essere quello a regime».

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